Il Tirreno

Empoli

Col figlio morto in casa per 48 ore inferma non può chiedere aiuto

di Andreas Quirici e Marco Pagli
La casa dove il 57enne viveva con la mamma e, nel riquadro, Moreno Lombardi (Foto da Facebook)
◗
La casa dove il 57enne viveva con la mamma e, nel riquadro, Moreno Lombardi (Foto da Facebook)

Empoli: Il corpo senza vita di Moreno Lombardi è stato trovato nell’abitazione che divideva con la mamma. L’ultima a vederlo è stata una vicina domenica 6 agosto. Dopo due giorni l’assistente sociale ha chiamato i soccorsi

4 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Due giorni a letto col figlio morto in casa senza poter chiedere aiuto. Quarantotto ore di pianti, disperazione e impotenza. È l’assurda vicenda vissuta dall’anziana mamma di Moreno Lombardi, 57 anni di Santa Maria a Empoli, trovato senza vita martedì 8 agosto nell’abitazione di via Livornese dove i due vivevano da una decina d’anni. Una storia triste che ha lasciato l’incredulità negli occhi di molti del quartiere e che, una volta capito come si erano svolti i fatti, non potevano fare altro che abbassare lo sguardo e scuotere la testa.

Lombardi, divorziato e padre di un figlio, non lavorava. Aveva una patologia che non glielo permetteva. Ma aiutava comunque gli altri. La mamma prima di tutti: novantenne inferma che aveva bisogno di assistenza in ogni attimo della giornata. "Moreno la portava da noi con la sedia a rotelle. Ma negli ultimi tempi andavamo noi a sistemarle i capelli", raccontano Maida Vidimi e Antonella Canzani, le parrucchiere che hanno l’attività proprio di fronte al civico 66 dove mamma e figlio abitavano al piano terra dell’edificio a due piani che fino a qualche anno fa ospitava la scuola elementare di Santa Maria. Un’altra negoziante della strada gli aveva chiesto, pochi giorni fa, se aveva in programma qualche giorno di ferie. «Macché – aveva risposto il 57enne – devo assistere mia mamma».

Persona conosciuta nel quartiere e a Empoli anche per l’attività di volontario che portava avanti alla Croce Rossa. "Si dava un gran da fare – ricorda Aurora Meo che si occupa dell’ambito sociale nell’associazione di volontariato – Faceva il trasporto delle persone, ma dava anche una mano anche per i servizi sociali. Era un uomo di gran cuore, sempre gentile, disponibile e generoso. Una grave perdita per tutti noi". Ma il dolore più grande resterà per sempre nella testa della mamma, costretta a rimanere a letto mentre il figlio giaceva in casa senza vita.

L’ultima ad aver parlato con Lombardi è stata Jessica, la vicina che abita con la sua famiglia al piano di sopra. "Quando arrivavo a casa – spiega – mi affacciavo alla finestra e gli chiedevo come stava e come andavano le cose con sua mamma. L’ultima volta è stata domenica. In questi ultimi due giorni ho sempre sentito la televisione accesa, ma non ho avuto molto tempo per soffermarmi a salutarlo. Mi sono solo chiesta come mai non avesse chiuso la persiana il giorno dopo il nostro ultimo incontro. Ma mi sono detta che, probabilmente, se ne era dimenticato".

Poi è arrivato martedì mattina e tutto è stato più chiaro. «Alle 7,45 ho incontrato sul pianerottolo l’assistente sociale che li seguiva – prosegue Jessica – Mi ha detto che non lo sentiva da un paio di giorni. Le ho chiesto di dire a Moreno di farsi visitare». A quel punto la situazione ha cominciato a farsi sospettosa. Lombardi non rispondeva al campanello. La porta rimaneva chiusa. Ed è scattato l’allarme. Vigili del fuoco e 118 con i mezzi e il personale che si è precipitato in via Livornese riuscendo a passare dalla finestra e trovando la scena straziante che ha lasciato nello sconforto tutti quelli che lo conoscevano. La presenza dei soccorsi, ma anche dei carabinieri di prima mattina non è passata inosservata.

Nei negozi, nel vicinato, ma anche al circolo Arci, che si trova lì vicino e che Moreno frequentava spesso, non si parlava d’altro. E tutti a scuotere la testa pensando al dolore dell’anziana inerme davanti al dramma del figlio che non rispondeva più. Può darsi che le avvisaglie del malore fossero evidenti già nei giorni precedenti. "Si era sentito male ultimamente – aggiunge Aurora Meo – ma non ci aveva fatto granché caso".

Forse il 57enne ha voluto comunque andare avanti, sapendo che la sua assenza avrebbe causato problemi anche ai familiari, non solo alla mamma. Dopo la terribile scoperta, l’anziana è stata trasportata al San Giuseppe, mentre la salma del figlio è esposta alla camera mortuaria dello stesso ospedale. Ci rimarrà fino a oggi alle 16, quando sarà trasferita al cimitero di Pontorme, dove si svolgerà l’ultimo saluto con rito civile all’uomo che mai avrebbe voluto lasciare sola la sua fragile mamma. E che invece si è dovuto arrendere al colpo fatale che lo ha spento per sempre.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini