Il dolore
Empoli: «Troppi 11 Comuni ora servono le fusioni»
di Alessandro Marmugi
Il consiglio comunale approva all’unanimità l’istituzione di una commissione all’Unione per “ridisegnare” il circondario: «Unire le forze in nome dell’efficienza»
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EMPOLI. Sono anni che se ne parla, che si fanno proclami, che se ne ribadisce la immediata necessità. Tutti vogliono la fusione tra i comuni dell’Empolese Valdesa. Già, il tanto famigerato accorpamento è un miraggio, un’idea, che dopo dibattiti, passi avanti, retromarce e dietrofront non è mai diventato realtà. Sono rimaste più che altro le parole, le buone intenzioni ma oggi dopo quasi 3 anni da quando ha fatto capolino, la proposta di ridurre il numero dei Comuni è rimasta sempre chiusa in un cassetto. Adesso l’amministrazione di Empoli ci riprova e nel corso dell’ultimo consiglio comunale è stato votato all’unanimità un ordine del giorno che parla proprio dell’argomento fusioni, tema per il quale sarà costituita una commissione permanente, che approfondisca istituzionalmente il tema individuando le strade di concreta agevolazione di questo passaggio istituzionale.
Tante parole e pochi fatti. La questione della fusione è balzata alle cronache prepotentemente quasi tre anni fa. Inizialmente si era studiato una possibile fusione tra i comuni di Montaione e Gambassi (circa 8. 500 abitanti complessivamente) che però era tramontata subito. Nonostante alcuni deputati Pd alla camera avessero presentato una proposta di legge per imporre la fusione agli enti sotto i 5000 abitanti. Il campanilismo era stato più forti degli incentivi (8 milioni di euro in 10 anni). A fine 2014 era stata poi la sindaca Brenda Bernini a lanciare l’idea di un maxi comune con la fusione tra Empoli, Vinci e Capraia e Limite. Razionalizzare servizi, risorse ed avere più efficienza, questi gli obiettivi. Ma a quelle proposta poi è seguito poco. Ad inizio 2016 si era parlato di un nuovo assetto del circondario, con una vera e propria cartina dell’Empolese Valdelsa da ridisegnare con non più di 6 comuni. Anche questa volta niente da fare. I buoni propositi sono rimasti in naftalina e la scorsa estate, diverse polemiche anche all’interno del Pd hanno fatto si che la questione restasse in stand by.
La volta buona? Chissà se questa nuova uscita allo scoperto del comune di Empoli possa davvero far cambiare le carte in tavola. L’input è arrivato dalla modifica dello statuto dell’Unione dei Comuni. Approvata a maggioranza, prima passata dalla giunta dell’Unione, poi trasmessa per l’esame a tutti i consigli degli 11 comuni. Questa variazione ha portato tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale a presentare un ordine del giorno di accompagnamento poi votato all’unanimità. Su iniziativa del presidente della commissione Alessandro Borgherini (Ora Si cambia) e con il sostegno di Dusca Bartoli (FabricaComune per la Sinistra) e l’avallo della sindaca, tutti i rappresentanti del consiglio sono tornati a promuovere con forza la riapertura della discussione sui processi di fusione. Per questo sarà costituita, entro l’anno, una commissione speciale in seno al consiglio dell’Unione, aperta anche a contributi esterni di forze sociali, associazioni, rappresentanze istituzionali e politiche, per definire gli scenari istituzionali possibili di fusione, opportunità e conseguenze, vantaggi e rischi, nel rispetto delle specifiche comunità locali. L’obiettivo è promuovere i criteri di efficienza, economicità, trasparenza e partecipazione dei cittadini, contenuti nello stesso Statuto. «Empoli e tutta l’area dell’Empolese Valdelsa – si legge nell’ordine del giorno – hanno necessità strategica di investire nelle proprie specifiche peculiarità e di aggregare le forze, rendendo più efficiente ed efficace la struttura organizzativa dei propri enti». Le parole ancora una volta ci sono, adesso però servono i fatti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tante parole e pochi fatti. La questione della fusione è balzata alle cronache prepotentemente quasi tre anni fa. Inizialmente si era studiato una possibile fusione tra i comuni di Montaione e Gambassi (circa 8. 500 abitanti complessivamente) che però era tramontata subito. Nonostante alcuni deputati Pd alla camera avessero presentato una proposta di legge per imporre la fusione agli enti sotto i 5000 abitanti. Il campanilismo era stato più forti degli incentivi (8 milioni di euro in 10 anni). A fine 2014 era stata poi la sindaca Brenda Bernini a lanciare l’idea di un maxi comune con la fusione tra Empoli, Vinci e Capraia e Limite. Razionalizzare servizi, risorse ed avere più efficienza, questi gli obiettivi. Ma a quelle proposta poi è seguito poco. Ad inizio 2016 si era parlato di un nuovo assetto del circondario, con una vera e propria cartina dell’Empolese Valdelsa da ridisegnare con non più di 6 comuni. Anche questa volta niente da fare. I buoni propositi sono rimasti in naftalina e la scorsa estate, diverse polemiche anche all’interno del Pd hanno fatto si che la questione restasse in stand by.
La volta buona? Chissà se questa nuova uscita allo scoperto del comune di Empoli possa davvero far cambiare le carte in tavola. L’input è arrivato dalla modifica dello statuto dell’Unione dei Comuni. Approvata a maggioranza, prima passata dalla giunta dell’Unione, poi trasmessa per l’esame a tutti i consigli degli 11 comuni. Questa variazione ha portato tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale a presentare un ordine del giorno di accompagnamento poi votato all’unanimità. Su iniziativa del presidente della commissione Alessandro Borgherini (Ora Si cambia) e con il sostegno di Dusca Bartoli (FabricaComune per la Sinistra) e l’avallo della sindaca, tutti i rappresentanti del consiglio sono tornati a promuovere con forza la riapertura della discussione sui processi di fusione. Per questo sarà costituita, entro l’anno, una commissione speciale in seno al consiglio dell’Unione, aperta anche a contributi esterni di forze sociali, associazioni, rappresentanze istituzionali e politiche, per definire gli scenari istituzionali possibili di fusione, opportunità e conseguenze, vantaggi e rischi, nel rispetto delle specifiche comunità locali. L’obiettivo è promuovere i criteri di efficienza, economicità, trasparenza e partecipazione dei cittadini, contenuti nello stesso Statuto. «Empoli e tutta l’area dell’Empolese Valdelsa – si legge nell’ordine del giorno – hanno necessità strategica di investire nelle proprie specifiche peculiarità e di aggregare le forze, rendendo più efficiente ed efficace la struttura organizzativa dei propri enti». Le parole ancora una volta ci sono, adesso però servono i fatti.
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