Il Tirreno

Empoli

Laser e più soldi per cancellare gli sfregi alla città

di Francesco Turchi
Laser e più soldi per cancellare gli sfregi alla città

Le scritte sulla facciata della Collegiata  resistono ai solventi, oggi nuovo summit

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. La rimozione delle scritte si fa complicata. I solventi non bastano, l’alone rimane. Per cancellare del tutto gli sfregi, molto probabilmente, sarà necessario il laser. Così i tempi si allungano. E il conto diventa ancora più salato. Intanto le indagini sono in dirittura d’arrivo e per il vandalo amante dei selfie, la posizione si complica ulteriormente. L’intervento di rimozione delle scritte e dei simboli dalle lastre della facciata della Collegiata di Sant’Andrea in piazza Farinata degli Uberti, è iniziato ieri mattina. E già nel giro di pochi minuti si è capito che i solventi non sarebbero stati sufficienti a eliminare la vernice. La parrocchia (con il supporto economico del Comune) ha affidato le operazioni all’azienda specializzata fiorentina Nike di Louis Dante Perelli, che abitualmente interviene per il restauro di sculture e manufatti in materiale lapideo, marmo e pietra, e altro.

In un primo momento, sulla base delle foto che gli erano state inviate, il restauratore aveva previsto un’operazione che avrebbe dovuto comportare tempi brevi. Purtroppo però la porosità della pietra ha comportato un maggiore assorbimento della vernice spray (oltretutto spruzzata da pochissimi centimetri di distanza) e, di conseguenza, tempi più lunghi per l’intervento, con il costo destinato a salire rispetto ai 1. 500 euro previsti in un primo momento. «Purtroppo questo non basta», ripeteva ieri mattina il restauratore solitario agli empolesi che si avvicinano per seguire il lavoro. E che puntualmente maledivano il responsabile di un gesto che ha ferito la città. Che resta ignoto, ma ancora per poche ore. Perché la polizia del commissariato, ha praticamente chiuso le indagini. Le telecamere di piazza dei Leoni hanno ripreso tutta la scena, nella notte tra mercoledì e giovedì. Compreso il momento in cui il vandalo – arrivato in auto – si scatta addirittura un selfie mentre deturpa il simbolo della città. Insomma, gli agenti lo hanno identificato subito.

Ma nei giorni successivi avrebbero effettuato un’altra serie di accertamenti per capire se c’è la stessa mano dietro ad altri episodi inquietanti: un cassonetto incendiato nelle stesse ore allo stadio; altre scritte praticamente identiche nella zona della Coop di Montelupo, sempre con riferimenti – come in piazza dei Leoni – ai Desperados, lo storico gruppo degli ultras dell’Empoli calcio, che ha subito preso le distanze dall’episodio.

Ma non solo. Gli inquirenti stanno cercando di capire anche se il vandalo della Collegiata è responsabile anche della svastica (anche quella disegnata con una bomboletta nera), sul un monumento dedicato alla memoria dei deportati nei campi nazisti e che raffigura la ciminiera della ex vetreria Taddei dove l’8 marzo 1944 vennero rastrellate 55 persone per esser portate nei campi di concentramento in Germania.

L’unica nota lieta (almeno per ora) è che la rimozione della stessa vernice dal leone della fontana del Pampaloni è stata più agevole e non ne rimangono tracce visto che il manufatto – a differenza della Collegiata – è in marmo non poroso.

Oggi intanto saranno fatti ulteriori saggi per verificare il tipo di intervento più idoneo alla completa rimozione delle scritte dalla facciata della pieve. Molto probabilmente sarà necessario allestire un cantiere, ma soprattutto servirà il laser per “bombardare” gli sfregi con una luce pulsata in modo preciso e selettivo, in modo da recuperarle e pulire, grazie alla demolizione delle incrostazioni. Una tecnologia già utilizzata in altre città, che ovviamente avrebbe un costo ben diverso. Oggi la decisione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa