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Polemica a Empoli: «Vietate i costumi da bagno con scritto "Boia chi molla"»

Il costume della discordia prodotto dall'azienda empolese
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Il costume della discordia prodotto dall'azienda empolese

Il Csa Intifada attacca un’azienda di Empoli che ribatte: "Non facciamo politica"

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EMPOLI. Vietare l’ingresso in piscina a chi usa costumi da bagno con la scritta “boia chi molla”. È la richiesta fatta dal Csa Intifada dopo che sono stati segnalati episodi di ragazzini in vasca con costumi che riportavano uno dei celebri motti del fascismo. «Pensavamo fossero stati acquistati in qualche negozio online che vende oggetti legati al Ventennio – dicono quelli di Infifada – invece provengono da un’azienda di Empoli».

Nello specifico la Swimxwin che ha sede operativa a Lamporecchio e quella legale a Empoli. E che, in effetti, nel catalogo online ha questo genere di prodotti, come dimostra la foto presa dal sito internet dell’azienda. «Ma abbiamo anche costumi e cuffie con l’immagine del Che Guevara e con la scritta Hasta la victoria siempre – dice Giovanni Pistelli, uno dei responsabili dell’azienda – E questo significa che il nostro non è un intento di fare politica, ma di attirare l’attenzione di chi compra questi articoli. Boia chi molla, per noi, è l’incitamento a dare sempre di più in vasca. Hasta la victoria siempre vuole intendere di puntare solo a vincere».

Intanto, però, il Csa Intifada collega l’episodio allo sfregio del monumento che ricorda la tragedia dell’ex vetreria Taddei di pochi giorni fa. «Un’estate empolese segnata dall’offesa della svastica», scrive la comunità in resistenza che aggiunge: «Guardando la collezione della Swimxwin non capiamo con che logica si possa inserire il suddetto costumino, che sicuramente non veicola gli aspetti etici di decoubertiana memoria, all’interno di una linea sportiva per atleti professionisti. Speriamo che la scelta di produrre questo costume rappresenti uno scivolone dal punto di vista del marketing aziendale, e ovviamente ne chiediamo la rimozione dalla collezione, invitando anche i gestori della piscina comunale di Empoli di vietare l’ingresso a chi ostenta immagini nazifascite». (a.q.)

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