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Empoli

La città sfregiata: «Offesa a fede e storia, chi ha fatto questo non è tifoso azzurro»

Andreas Quirici
La città sfregiata:  «Offesa a fede e storia, chi ha fatto questo non è tifoso azzurro»

Dura condanna di don Engels e del club presieduto da Corsi. I Desperados: «Chi ci frequenta capisce la nostra estraneità»

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EMPOLI. «Chi ha sfregiato la Collegiata non è un tifoso dell’Empoli. Gli azzurri hanno portato il duomo sulla maglia fino a pochi anni fa e non è possibile che chi ama questi colori e questa città possa avere commesso un danneggiamento simile». Don Guido Engels non gira intorno al problema e usa toni forti per dare la propria descrizione di chi, ieri notte, ha pensato bene di imbrattare uno dei simboli di Empoli. «Una persona senza senso civico – aggiunge il proposto – E non si tratta di una ragazzata. Ma di un gesto ai danni della fede e della storia della città».

Il sacerdote si è accorto ieri mattina di cos’era successo alla Collegiata. «Ed è strano – commenta – perché di solito spengo sempre la luce molto tardi. A volte anche alle due di notte. L’altra sera, però, avevo incontri in casa e non sono uscito. Altrimenti, forse, me ne sarei accorto. Anche altre persone che frequentano la Collegiata, pur rientrate dopo la mezzanotte, mi hanno detto che a quell’ora era tutto normale». Mantiene la calma don Guido. Ma traspare una grande insofferenza per quello che è accaduto. «Le scritte lascerebbero pensare a tifosi dell’Empoli – dice – ma, ribadisco che quelli veri tengono molto alla città e i suoi simboli. E non farebbero mai una cosa del genere».

E proprio il gruppo ultras della Maratona, i Desperados, il cui nome ricorre in alcune delle scritte apparse sulla facciata della Collegiata, condannano fermamente l’episodio. «In occasione degli atti vandalici avvenuti in piazza Farinata degli Uberti, il gruppo Desperados si dissocia dai fatti. Non è nostra intenzione rovinare i simboli e i reperti storici della nostra città. Chiunque frequenti il gruppo o la Maratona può capire perfettamente la nostra estraneità ai fatti». Poche parole, scritte in stampatello su un manifesto, come a gridare la loro innocenza come gruppo di tifosi organizzati dell’Empoli che vengono tirati prepotentemente in ballo con questo folle gesto ai danni della chiesa principale della città.

Una presa di posizione comunque forte, così come quella della società azzurra che, in un comunicato pubblicato sul sito Internet ufficiale del club ricalca la strada di non girare attorno al problema, scelta da don Engels. «L´Empoli Fc e tutta la famiglia azzurra condannano i deplorevoli atti accaduti questa notte in piazza Farinata degli Uberti – si legge nella nota – Un simbolo della nostra città preso d´assalto da vandali, che hanno deciso di imbrattare la Collegiata di Sant’Andrea, uno dei leoni della fontana e il muro sotto ai loggiati della piazza. Vandali, e non assolutamente nostri tifosi. Siamo, infatti, ben convinti che quanto successo non sia assolutamente opera dei nostri veri sostenitori, che nel tempo hanno portato avanti ogni loro azione nel rispetto delle regole e della civiltà, ma soprattutto hanno sempre dimostrato un amore spassionato ed incondizionato per la città di Empoli che mai li porterebbe a compiere atti simili».

Quello dell’altra notte è stato l’episodio di vandalismo più rilevante subito dalla Collegiata. «Sono a Empoli dal 1981 – racconta ancora il proposto – e in quegli anni siamo dovuti intervenire per rimuovere piccole e poco significative scritte lasciate sui marmi della facciata. Era il periodo della contestazione politica e le frasi avevano prevalentemente il significato politico. Questa è una cosa differente. È un vero e rilevante atto vandalico che ci lascia tutti sconcertati».


©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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