Sicurezza
Al centro commerciale cambiano i negozi
di Alessandro Marmugi
A dieci anni dall’inaugurazione 5-6 attività si apprestano a lasciare via Sanzio Protestano i commercianti a cui non è stato rinnovato il contratto d’affitto
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EMPOLI. Negozi che si spostano, altri che se ne vanno. Altri ancora che stanno per arrivare. Al Centro Empoli di via Sanzio è in arrivo un profondo cambiamento. A dieci anni dalla sua apertura la galleria commerciale si rifà il look e da qui a settembre si annunciano cambiamenti. Ad alcuni esercizi non è stato rinnovato il contratto, altri si sono spostati nel porticato dove alcuni fondi erano rimasti vuoti. E adesso nuovi marchi potrebbero fare il loro ingresso nel centro commerciale empolese. A causa di questo “restyiling” non sono certo mancate le polemiche. Quelle di alcuni proprietari di esercizi ai quali il contratto in scadenza, proprio in questi giorni, non è stato rinnovato. E che tra pochi giorni saranno costretti a lasciare la struttura.
I cambiamenti. Quello in atto è un vero e proprio stravolgimento. Diversi contratti d’affitto decennale dei negozi, che ormai da 10 anni hanno animato il centro commerciale sono scaduti e alcuni non sono stati rinnovati. Alcuni cambiamenti sono già in atto. Diversi esercizi si sono trasferiti sul porticato esterno. Ha cominciato l’agenzia di viaggi l’Argonauta, seguita a ruota dai parrucchieri Mithos e presto anche la tabaccheria si trasferirà in uno dei fondi che affaccia sull’esterno. Altre storiche attività salutano. È il caso di C’art e presto toccherà, a meno di clamorosi dietrofront, anche al negozio di abbigliamento sportivo Maxitrendy. Da ora a dicembre potrebbero salutare dalle cinque alle sei attività pronte a lasciare il posto a grandi brand. Si parla dell’ingresso di marchi prestigiosi dell’abbigliamento low cost. Nel nuovo corso infatti si punterà all’inserimento di nomi di chiamo e, probabilmente, il centro potrebbe essere ridisegnato anche negli spazi, con accorpamenti di più fondi per veri e propri maxistore.
La polemica. Per alcuni esercizi però il mancato rinnovo del contratto è stata una vera mazzata. C’Art, per esempio, ha appeso sulla sua vetrina un cartello e in un lungo post su Facebook ha annunciato la chiusura dell’attività. «Vi comunichiamo che il nostro negozio a metà settembre chiuderà. Non per una scelta della nostra azienda, ma purtroppo per una decisione di Unicoop. Secondo loro – si legge ancora nei commenti – non siamo all’altezza. Hanno messo in ginocchio diverse famiglie». Non se la passano meglio da Maxitrendy che ha ricevuto la disdetta e che, a meno di un passo indietro, dovrà chiudere i battenti a dicembre. «Siamo davvero preoccupati – dice la titolare Paola Piccini – Abbiamo 6 dipendenti qui al centro commerciale. Se chiuderemo, la situazione potrebbe andare a pesare anche sugli altri negozi che abbiamo sul territorio. Diamo lavoro a 23 persone tra Empoli e Scandicci».
Cambiamento inevitabile. «Dopo 10 anni è normale un restyling del centro commerciale – spiegano da Unicoop – con i commercianti abbiamo dialogato più volte, anche con l’aiuto delle associazioni di categoria come Confesercenti. E a loro abbiamo chiesto un rinnovamento, sia per quanto riguarda i negozi che per i prodotti. Il commercio di oggi ci impone di rimanere al passo con i tempi e questa nuova organizzazione del centro va in questa direzione». +
I cambiamenti. Quello in atto è un vero e proprio stravolgimento. Diversi contratti d’affitto decennale dei negozi, che ormai da 10 anni hanno animato il centro commerciale sono scaduti e alcuni non sono stati rinnovati. Alcuni cambiamenti sono già in atto. Diversi esercizi si sono trasferiti sul porticato esterno. Ha cominciato l’agenzia di viaggi l’Argonauta, seguita a ruota dai parrucchieri Mithos e presto anche la tabaccheria si trasferirà in uno dei fondi che affaccia sull’esterno. Altre storiche attività salutano. È il caso di C’art e presto toccherà, a meno di clamorosi dietrofront, anche al negozio di abbigliamento sportivo Maxitrendy. Da ora a dicembre potrebbero salutare dalle cinque alle sei attività pronte a lasciare il posto a grandi brand. Si parla dell’ingresso di marchi prestigiosi dell’abbigliamento low cost. Nel nuovo corso infatti si punterà all’inserimento di nomi di chiamo e, probabilmente, il centro potrebbe essere ridisegnato anche negli spazi, con accorpamenti di più fondi per veri e propri maxistore.
La polemica. Per alcuni esercizi però il mancato rinnovo del contratto è stata una vera mazzata. C’Art, per esempio, ha appeso sulla sua vetrina un cartello e in un lungo post su Facebook ha annunciato la chiusura dell’attività. «Vi comunichiamo che il nostro negozio a metà settembre chiuderà. Non per una scelta della nostra azienda, ma purtroppo per una decisione di Unicoop. Secondo loro – si legge ancora nei commenti – non siamo all’altezza. Hanno messo in ginocchio diverse famiglie». Non se la passano meglio da Maxitrendy che ha ricevuto la disdetta e che, a meno di un passo indietro, dovrà chiudere i battenti a dicembre. «Siamo davvero preoccupati – dice la titolare Paola Piccini – Abbiamo 6 dipendenti qui al centro commerciale. Se chiuderemo, la situazione potrebbe andare a pesare anche sugli altri negozi che abbiamo sul territorio. Diamo lavoro a 23 persone tra Empoli e Scandicci».
Cambiamento inevitabile. «Dopo 10 anni è normale un restyling del centro commerciale – spiegano da Unicoop – con i commercianti abbiamo dialogato più volte, anche con l’aiuto delle associazioni di categoria come Confesercenti. E a loro abbiamo chiesto un rinnovamento, sia per quanto riguarda i negozi che per i prodotti. Il commercio di oggi ci impone di rimanere al passo con i tempi e questa nuova organizzazione del centro va in questa direzione». +
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