Gioco
Sfregio alla città antifascista, svastica sui nomi dei deportati di Empoli
Il simbolo disegnato con la bomboletta spray sul monumento che ricorda la tragedia dell'ex Vetreria Taddei
EMPOLI. Una svastica sulla lapide dove sono incisi i nomi dei deportati empolesi. Uno sfregio alla città insignita del titolo di capitale morale dell’antifascismo toscano dalla federazione delle associazioni di combattenti.
Il simbolo è stato disegnato con una bomboletta spray, nella notte, accanto al monumento che ricorda deportazione i tragici fatti dell'8 marzo 1944, quando furono sequestrati dai nazi-fascisti 55 cittadini di Empoli, tra cui 26 operai della ex Vetreria Taddei, in rappresaglia allo sciopero del 4 marzo, quindi portati a Firenze e da lì in treno nei campi di sterminio nazisti.
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Il monumento si trova a pochi passi dalla Coop di via Susini e dalla sede Asev di via delle Fiascaie e ricorda anche gli otto operai morti il 22 gennaio 1944, in seguito all'esplosione di una bomba sganciata da un aereo sulla piazzola di un forno.
Intanto nelle prossime ore saranno probabilmente visionate le telecamere della zona per cercare di risalire agli autori del gesto. «Un gesto di una gravità inaudita. Empoli capitale morale dell'antifascismo condanna questo gesto di grave inciviltà – afferma il sindaco Brenda Barnini – ma soprattutto un chiaro segno di ritorno dei peggiori estremismi di destra. Offendere la memoria della nostra città, uno dei luoghi simbolo delle ferite profonde che ancora lacerano i nostri sentimenti. La deportazione dei nostri concittadini dalla vetreria Taddei, dell'8 marzo 1944, rimane uno degli episodi più drammatici della nostra storia e voler deturpare con una svastica proprio la lapide che riporta i nomi di quei nostri concittadini non è solo un episodio di inciviltà, ma una grave offesa alla memoria cittadina. Sono colpita profondamente da questo episodio, ma ancora più convinta che servano tutte le attività che come amministrazione portiamo avanti per trasmettere i valori della democrazia e dell'antifascismo. Chiedo formalmente a tutte le forze politiche e sociali della città di unirsi alla condanna e all'indignazione perché nessuno può sentirsi esente dalla responsabilità di costruire una comunità che non dà cittadinanza a questo tipo di comportamenti e alle culture politiche a cui si richiamano.
L’Anpi non si limita quindi a condannare il gesto ma invita tutta la popolazione a prendere parte ai momenti di riflessione su antifascismo, diritti e Costituzione che l'associazione organizza in occasione di Io R*Esisto e durante tutto l'anno per combattere il nuovo strisciante fascismo sul terreno della cultura e dell’informazione".
"Quella svastica - sottolinea Settembre Rosso - non può essere derubricata come la bravata di un ragazzo un po' ignorante. Sia per la simbologia, sia per l'obiettivo scelto, sia pure per la tempistica (proprio stasera al parco di Serravalle inizia il festival dell'Anpi, Io Resisto) crediamo che si stato un atto politico preciso. Come evidente organizzazioni neofasciste più o meno mascherate stanno trovando spazio in tutta Italia - e la Toscana non è esclusa - persino nelle istituzioni. Per questo riteniamo necessaria una presa di posizione forte da parte della cittadinanza e delle istituzioni, ben sapendo che il fascismo non si combatte con la prese di posizione o con le leggi ma con una quotidiana pratica antifascista".
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