Il Tirreno

Empoli

Centro di ricerca del Padule azzerato, dipendenti verso il licenziamento

Marco Sabia
Il centro di ricerca a Castelmartini (foto d'archivio)
◗
Il centro di ricerca a Castelmartini (foto d'archivio)

Protesta un'associazione di Fucecchio che vuol difendere la struttura: «Si devono attivare la Regione e i Comuni per dare continuità alla gestione dell’area protetta»

2 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Nuvole nere all'orizzonte per il centro di ricerca del Padule di Fucecchio, che ha sede a Castelmartini, nel Comune di Larciano. Secondo un comunicato dell'associazione Amici del Padule di Fucecchio, infatti, i due unici dipendenti sarebbero destinati al licenziamento a breve.
Ecco le parole della presidente dell'associazione Simona Petrassi:« Apprendiamo con rammarico della decisione del cda del centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio di licenziare i due dipendenti (ai quali erano già state dimezzate le ore di lavoro) per ragioni di mancanza di risorse economiche. Una conseguenza diretta dell’assenza di finanziamenti destinati alla gestione di beni comuni di rilevante interesse pubblico e nello specifico di un’area umida di importanza internazionale, polmone verde di un comprensorio fortemente urbanizzato».

« La Regione Toscana, subentrata alla Provincia di Pistoia, per tre anni - si spiega ancora - non ha attivato alcuna misura di sostegno alle 46 riserve naturali che coprono oltre 35.000 ettari in Toscana, e che racchiudono un patrimonio naturale di incomparabile valore. Solo recentemente è stata approvata una delibera regionale che consente ai Comuni di accedere alla gestione di queste aree, con un misero stanziamento economico. Per questo motivo la maggior parte delle riserve naturali sono oggi in abbandono o gestite in maniera inappropriata».
Ma non è così nel Padule, a sentire l'associazione:« Non è questo il caso della riserva naturale e delle strutture pubbliche ad essa connesse, che hanno potuto contare su uno staff tecnico preparato (dipendenti e collaboratori), su un folto gruppo di volontari molto motivati e sul’appoggio di alcuni Comuni e di associazioni. Siamo del tutto persuasi di avere sostenuto una causa importante e per questo la nostra associazione, che riunisce gran parte delle persone che in varia forma collaborano con il centro, intende continuare a difendere questa esperienza. Esprimiamo la nostra solidarietà a Alessio Bartolini e Enrico Zarri, che da oltre 20 anni hanno garantito una corretta gestione dell’area protetta, e auspichiamo che la Regione Toscana e i Comuni della Valdinievole comprendano ciò che la comunità rischia di perdere e si attivino in modo concreto e tempestivo per individuare le forme per dare una continuità alla gestione dell’area protetta. E’ inammissibile che per poche decine di migliaia di euro si debba cancellare una realtà che si è dimostrata così virtuosa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini