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Vandali contro le “biciclette” 

Vandali contro le “biciclette” 

Montelupo: distrutta all’alba parte dell’installazione di Eugenio Taccini

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MONTELUPO. Scaraventate a terra, spezzate a metà. Fracassate dalla testa ai piedi con i cocci sparsi sull’erba. Le persone che passano si chiedono chi possa aver utilizzato tanta violenza contro delle semplici quanto bellissime opere d’arte. Perché? Si domandano gli automobilisti che costeggiano la rotonda all’incrocio fra via Maremmana e la statale 67 a Montelupo. I vandali hanno colpito ancora e hanno distrutto sei delle dodici “biciclette” che adornano la grande rotonda d’ingresso della cittadina.

Opere in ceramica create da Eugenio Taccini, maestro ceramista, che le aveva realizzate nel 2014 insieme ad undici studenti dell’accademia d’arte contemporanea, provenienti da tutto il mondo, insieme anche a Marco Bagnoli. Un’installazione recente, ma già entrata nel cuore di tutti i montelupini. Qualcuno, però, senza un motivo, ha deciso di sfregiarla e di oltraggiarla. Secondo una prima ricostruzione il danneggiamento è avvenuto all’alba di ieri, sicuramente dopo le 5,40, quando una pattuglia dei carabinieri è transitata in quella zona senza notare niente di particolare. La metà delle biciclette d’artista distrutte, alcune scaraventate a terra, altre ribaltate o fracassate.

Non è la prima volta che le biciclette di Taccini vengono prese di mira. Lo scorso novembre furono portate via alcune teste, poi ritrovate va San Miniato. «È inspiegabile il gusto che certe persone trovino del fare danni che non hanno giustificazione – spiega il sindaco Paolo Masetti – Abbiamo sporto denuncia contro ignoti, sperando di trovare i responsabili».

I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica per capire se si è trattato di un vandalismo o di un danneggiamento da parte di qualche mezzo pesante, anche se l’assenza di segni sull’asfalto fa pensare alla prima ipotesi. Le telecamere, alla rotonda della FiPiLi non inquadrano l’opera. Il sindaco e le forze dell’ordine lanciano un appello: chi ha visto qualcosa lo segnali.

Delusione, tristezza, ma nessuna intenzione di mollare, negli occhi e nella voce di Taccini, che nel suo studio sta realizzando tre biciclette per la città di Baronissi, vicino a Salerno. «Non mi arrendo – racconta – voglio rimetterle in piedi, ma cercherò qualcuno che mi possa dare un contributo. Le rifaremo ancora più belle così faremo capire a chi le ha buttate in terra che ci ha rimesso».

Alessandro Marmugi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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