Il dolore
Ciclista “innaffiato” con l’insetticida
Finisce in ospedale dopo una disavventura a Vitolini: «Mi sembrava di aver bevuto benzina»
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VINCI. I ciclisti amatoriali pedalano spesso sulla salita del Pinone e nella discesa che porta a Vitolini perché è un bel percorso e si respira aria buona, ma quanto è capitato a Piero Giacomelli, pratese, fondatore della onlus “Regalami un sorriso” , è l’esatto contrario: è stato investito da una nuvola di insetticida ed è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale di Prato.
Ora Giacomelli ci scherza su («stamattina mi sembrava di aver bevuto un bicchiere di benzina»), ma nella mattinata di mercoledì 21 se l’è vista brutta.
«Ero insieme a un amico – racconta – e dopo aver fatto la salita del Pinone stavamo andando in discesa verso Vitolini, un chilometro dopo la piscina di Pietramarina, nel comune di Vinci. Su una curva ho visto un trattore che stava irrorando gli olivi e sono stato investito da una potente spruzzata. Subito dopo ho avvertito un forte bruciore agli occhi, alla gola e sulla pelle. Sono tornato indietro e ho chiesto al contadino che cosa stesse usando, mi ha detto Rogor 20 (un insetticida, ndr) e ha aggiunto che qualcosa gli deve pur dare alle piante per allontanare i parassiti».
Giacomelli non ha avuto il tempo di approfondire la questione. Ha chiamato il 118 e appena alla centrale hanno sentito il nome della sostanza hanno subito mandato un’ambulanza che lo ha trasportato all’ospedale di Prato. Nel frattempo i medici si sono messi in contatto col Centro anti-veleni di Milano che ha consigliato il trattamento.
Subito una doccia, esami radiografici al torace, emogas. La molecola del Rogor 20, oltre certe concentrazioni, provoca il rilassamento dei muscoli che servono alla respirazione e si rischia il soffocamento. Dopo 12 ore in osservazione le condizioni di Giacomelli sono migliorate ed è stato dimesso senza particolari conseguenze. Dovrà gettare via gli indumenti da ciclista.
«Chi fa certi trattamenti deve prendere precauzioni – commenta ora – Io peso settantacinque chilogrammi, mi chiedo se fosse successo a un bambino di 20 chili, quali conseguenze ci sarebbero state?».
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ora Giacomelli ci scherza su («stamattina mi sembrava di aver bevuto un bicchiere di benzina»), ma nella mattinata di mercoledì 21 se l’è vista brutta.
«Ero insieme a un amico – racconta – e dopo aver fatto la salita del Pinone stavamo andando in discesa verso Vitolini, un chilometro dopo la piscina di Pietramarina, nel comune di Vinci. Su una curva ho visto un trattore che stava irrorando gli olivi e sono stato investito da una potente spruzzata. Subito dopo ho avvertito un forte bruciore agli occhi, alla gola e sulla pelle. Sono tornato indietro e ho chiesto al contadino che cosa stesse usando, mi ha detto Rogor 20 (un insetticida, ndr) e ha aggiunto che qualcosa gli deve pur dare alle piante per allontanare i parassiti».
Giacomelli non ha avuto il tempo di approfondire la questione. Ha chiamato il 118 e appena alla centrale hanno sentito il nome della sostanza hanno subito mandato un’ambulanza che lo ha trasportato all’ospedale di Prato. Nel frattempo i medici si sono messi in contatto col Centro anti-veleni di Milano che ha consigliato il trattamento.
Subito una doccia, esami radiografici al torace, emogas. La molecola del Rogor 20, oltre certe concentrazioni, provoca il rilassamento dei muscoli che servono alla respirazione e si rischia il soffocamento. Dopo 12 ore in osservazione le condizioni di Giacomelli sono migliorate ed è stato dimesso senza particolari conseguenze. Dovrà gettare via gli indumenti da ciclista.
«Chi fa certi trattamenti deve prendere precauzioni – commenta ora – Io peso settantacinque chilogrammi, mi chiedo se fosse successo a un bambino di 20 chili, quali conseguenze ci sarebbero state?».
Paolo Nencioni
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