Il Tirreno

Empoli

«Molla gli affari oppure...», minacce mafiose a Certaldo

di Francesca Gori
l campeggio Il Veliero gestito dal certaldese Massimo Ghini
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l campeggio Il Veliero gestito dal certaldese Massimo Ghini

La denuncia ai carabinieri di un uomo che gestisce un campeggio sulla costa: «Mi hanno intimato di lasciare Follonica e di stare attento alla famiglia» 

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CERTALDO. «Ambasciatore non porta pena: lascia stare la storia di Follonica e stai attento a te e alla tua famiglia». Un avvertimento di stampo mafioso, pronunciato da un uomo che parlava con accento del sud sotto casa del presidente della cooperativa Aurelia, proprietaria del campeggio il Veliero di Follonica. È successo la scorsa settimana davanti all’abitazione di Massimo Ghini, che abita con la moglie a Certaldo. Ma quell’avvertimento riguardava gli affari che Ghini porta avanti nella città del golfo, dove dirige da qualche anno il campeggio di Follonica che ha riaperto i battenti nel 2014.

Ghini stava aprendo il cancello della sua abitazione per entrare con l’auto a parcheggiarla. «Ho visto quest’uomo che si stava avvicinando – racconta – erano le 20 e ho pensato a un vicino. La notte prima il nostro cane aveva abbaiato e ho temuto che avesse disturbato qualcuno».

Invece si trattava di una persona che non aveva mai visto in via sua e che ha pronunciato quella frase. «Una frase che stava a metà tra l’invito, la minaccia, il consiglio – spiega – Non ho avuto nemmeno il tempo di rispondere che quell’uomo si era già dileguato. Non ho potuto fare altro che andare dai carabinieri e sporgere denuncia».

Ghini ha raccontato tutto ai militari della caserma di Certaldo che hanno trasmesso poi la denuncia ai colleghi di Follonica, dove si trova il Veliero. Perché gli affari che l’uomo avrebbe dovuto lasciar perdere sono proprio quelli che sta portando avanti nella città del golfo, da quando il campeggio ha riaperto i battenti.

«Non abbiamo mai subito minacce da parte di alcuno – dice – nel nostro villaggio lavorano tra le 40 e le 50 persone. Ho dovuto avvertire tutto il personale della struttura, perché temo che possa succedere qualcosa». Massimo Ghini ha deciso di aumentare la sorveglianza nella struttura, chiedendo a tutti i dipendenti del campeggio di tenere gli occhi aperti.

«Non ho mai avuto problemi con nessuno – dice Ghini – non riesco a trovare una spiegazione a questa vicenda. L’amministrazione comunale di Follonica mi chiama spesso invitandomi a partecipare ai tavoli dello sport e degli eventi. Cerchiamo di portare avanti la nostra attività nel miglior modo possibile e lo facciamo con la collaborazione del nostro personale». Ghini però ha deciso di non mollare, anche se la preoccupazione che possa accadere qualcosa c’è. «Ho 8 dipendenti diretti e tra ditta delle pulizie, sicurezza, ristorante e animazione e bagnini lavorano da noi quasi una cinquantina di persone – aggiunge – Ho dovuto avvisarli tutti, uno ad uno».

Al campeggio sta andando tutto ma il livello di guardia si è alzato. «Qualche giorno fa abbiamo trovato una tanica di liquido infiammabile nella zona vicina all’impianto antincendio – racconta – Si trattava di un rom che stava prendendo l’acqua. Gli ho detto di chiedermela la prossima volta. Ormai siamo sospettosi su tutto».

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