Attenzione
Meno paletti per i supermercati in centro
Empoli, ok alla variante urbanistica, novità sui parcheggi per strutture fino a 600 metri quadrati
2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Il consiglio comunale ha approvato la variante formale a carattere redazionale al regolamento urbanistico vigente. Una serie di regole che mirano alla semplificazione dei procedimenti edilizi redatte dall’ufficio tecnico del Comune. La variazione è stata fatta per recepire alcune normative sovraordinate come la legge regionale 65 e suoi regolamenti attuativi, il 64 (zone urbane) e il 63 (zone agricole). La sindaca Brenda Barnini: «Vogliamo semplificare e dare risposte più veloci a cittadini e tecnici che lavorano nel settore dell’edilizia e dell’urbanistica. Crediamo sia fondamentale incentivare investimenti privati rendendo più facile intervenire, anche in centro». L’architetto Paolo Pinarelli, dirigente, ha illustrato i vari passaggi del provvedimento che ha coinvolto da vicino i professionisti del settore: «Lo scopo è semplificare la normativa in materia di urbanistica ed edilizia comunale. La continua interazione tra tecnici comunali e professionisti esterni che lavorano sul territorio ci ha aiutato a snellire le norme comunali vigenti, per diminuire il dispendio di tempo di tutti. Il risultato è una ‘variante semplificata’ manutentiva della normativa tecnica comunale». Le modifiche alle norme permettono, nelle zone A e B (centro storico e aree adiacenti) di non realizzare parcheggi auto a servizio delle medie strutture di vendita. Questa facoltà era già prevista dal Regolamento Urbanistico, ma limitata a strutture inferiori ai 400 mq di superficie di vendita: oggi è estesa fino a 600 mq (come per esempio Carrefour, in arrivo in via Del Giglio e Conad, che potrebbe aprire un supermercato nell’ex cinema Cristallo). Nello stesso tempo si estende la facoltà di monetizzare (cioè di sostituire la realizzazione dei parcheggi con il versamento di una somma di denaro) la sosta stanziale (per residenti e addetti) che oggi, sempre nelle zone A e B, era limitata ad interventi inferiori ai 600 mq.
L’esito è una maggiore apertura all’avvio di nuove attività nel centro storico e nelle zone circostanti. Vi sono poi una serie di semplificazioni procedurali, che tendono a rimuovere limiti e condizionamenti all’intervento edilizio, laddove non siano giustificati da esigenze di tutela dell’interesse pubblico. È il caso dell’obbligo di Piano Attuativo per interventi oltre i 1.500 mq (in zona urbana) o oltre i 400 mq (in zona agricola); limiti esclusivamente dimensionali, che non danno conto della effettiva opportunità di avviare un procedimento complesso come un Piano Attuativo, nei casi in cui non ci sia necessità di urbanizzazioni, o di particolari situazioni che rendano necessaria una convenzione tra ente pubblico e privati.
Nell’adeguamento alle normative regionali si sono prodotti alcuni aggiustamenti delle categorie di intervento; ora nelle zone agricole è ammessa la demolizione e ricostruzione di volumi con contestuale traslazione, in due casi specifici: accorpamento di volumi secondari al volume principale, e adeguamento alle distanze minime da strade, ferrovie, confini e fabbricati.
L’esito è una maggiore apertura all’avvio di nuove attività nel centro storico e nelle zone circostanti. Vi sono poi una serie di semplificazioni procedurali, che tendono a rimuovere limiti e condizionamenti all’intervento edilizio, laddove non siano giustificati da esigenze di tutela dell’interesse pubblico. È il caso dell’obbligo di Piano Attuativo per interventi oltre i 1.500 mq (in zona urbana) o oltre i 400 mq (in zona agricola); limiti esclusivamente dimensionali, che non danno conto della effettiva opportunità di avviare un procedimento complesso come un Piano Attuativo, nei casi in cui non ci sia necessità di urbanizzazioni, o di particolari situazioni che rendano necessaria una convenzione tra ente pubblico e privati.
Nell’adeguamento alle normative regionali si sono prodotti alcuni aggiustamenti delle categorie di intervento; ora nelle zone agricole è ammessa la demolizione e ricostruzione di volumi con contestuale traslazione, in due casi specifici: accorpamento di volumi secondari al volume principale, e adeguamento alle distanze minime da strade, ferrovie, confini e fabbricati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
