Sicurezza
Nei guai ladro seriale di biciclette
Ripreso durante un colpo a Empoli e fermato due volte col kit da scasso, incassa tre denunce
EMPOLI. Ruba una bici e viene ripreso dalle telecamere. Dopo dieci giorni viene fermato dalla polizia per un controllo e dal suo zaino spunta il kit del perfetto ladro di biciclette. Glielo sequestrano. Passano ventiquattr’ore e incappa in un una nuova perquisizione. Sulle spalle ha lo stesso zaino. E dentro, per... magia, ecco che spuntano quattro tronchesi e una chiave inglese, appena comprate. E così colleziona tre denunce in rapida successione. Il record-man è un ventiduenne, tutt’altro che debuttante nel settore. I suoi guai più recenti sono iniziati il 6 giugno scorso. Insieme a un compagno di avventura (che non commette alcun reato), va in piazza della Vittoria a Empoli e mette nel mirino le bici parcheggiate nella rastrelliera sul lato della banca. Ne individua una in particolare e la ruba.
Ma proprio sopra la sua testa c’è una telecamere, che riprende tutta la scena. Così quando il proprietario della bici denuncia l’accaduto, i poliziotti inchiodano il ladro e lo denunciano una prima volta (almeno nel mese di giugno) per furto.
Ma i guai si moltiplicano nel corso dello scorso weekend. Quando i suoi progetti vengono stroncati sul nascere dalla polizia, impegnata in servizi di controllo del territorio.
Dopo il primo sequestro, non fa altro che recarsi a comprare un nuovo kit, che finisce nuovamente nelle mani degli agenti. E in entrambi i casi viene denunciato per possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso.
Episodi che confermano un trend preoccupante che si sta verificando negli ultimi mesi in centro a Empoli, dove i furti di biciclette si sono moltiplicati. Secondo quanto è stato possibile ricostruire finora, anche sulla base dei ritrovamenti e delle denunce, le bici sono destinate soprattutto a incrementare il mercato nero a Pisa, città universitaria dove c’è una forte richiesta di mezzi a due ruote a basso costo, soprattutto tra i giovani.
I ladri rubano a Empoli, poi raggiungono (in treno) la città della Torre pendente e qui trovano ad attenderli i ricettatori, che pagano le bici e le rivendono con estrema facilità.
Insomma, chi ruba rischia poco (sia come probabilità di essere beccato sia come eventuale pena) e – puntando sulla quantità – si assicura un ottimo introito in contanti.
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