Il Tirreno

Empoli

nella filiale mps

Bandito armato di pistola minaccia quattro persone

di Francesco Turchi
Dipendenti e clienti davanti alla banca e l'arrivo dei carabinieri (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Dipendenti e clienti davanti alla banca e l'arrivo dei carabinieri (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Gambassi Terme: entra in banca poco prima della chiusura fingendosi un cliente poi fugge a piedi con 10-15.000 euro. È caccia all’uomo 

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EMPOLI. Entra un minuto prima della chiusura, con la scusa di cambiare un assegno. Ma una volta varcata la porta e superato l’esame del metal detector, estrae una pistola. La punta contro i quattro dipendenti, impietriti. Che però riescono a mantenere la calma. Si fa aprire la cassaforte, mette le mani sul bottino e se ne va di corsa, facendo perdere le sue tracce, almeno per ora. Ma le telecamere hanno ripreso tutto e i carabinieri hanno subito avviato la caccia all’uomo.

Il rapinatore solitario è entrato in azione poco prima delle 14 alla filiale del Monte dei Paschi di Siena, in via Matteotti a Gambassi Terme, al piano terra di un condominio e a pochi passi da altri edifici residenziali.

La banca sta per chiudere, i dipendenti stanno ultimando le ultime pratiche. Lui aspetta il momento giusto per entrare in azione. Probabilmente ha già fatto un sopralluogo nei giorni precedenti, per studiare bene la filiale e la disposizione delle postazioni degli impiegati.

Quando entra ha l’aspetto di un cliente qualsiasi. Ma dopo pochi istanti mostra le sue reali intenzioni. Estrae una pistola. Forse è vera, forse no.

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Ma nel dubbio i dipendenti – che si ritrovano un’arma puntata contro – alzano le mani ed eseguono i suoi ordini, avviando la procedura di apertura della cassaforte.

Passano pochi minuti e si apre. All’interno ci sono alcune decine di migliaia di euro. Lui se ne fa consegnare una parte. Ha fretta, teme l’arrivo delle forze dell’ordine. E scappa con un bottino ancora da quantificare, che non dovrebbe comunque superare i quindicimila euro. Riunisce i dipendenti al centro della stanza, in modo da assicurarsi che gli diano il tempo di scappare prima di chiamare il 112. Esce dalla filiale, gira l’angolo e scompare nel nulla.

Forse c’era un complice ad attenderlo a bordo di un’auto; o forse l’aveva parcheggiata in un’altra strada, per non dare nell’occhio: al momento nessuna ipotesi è esclusa. Comunque, riesce a sparire nel nulla prima dell’arrivo dei carabinieri. Che effettuano i rilievi, a caccia di impronte. Ascoltano le testimonianze dei dipendenti, tutti sotto choc. Ma soprattutto osservano a ripetizione le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza. Che di fatto consegnano ai militari guidati dal capitano Giorgio Guerrini, il volto del malvivente, che va ad aggiungersi alle testimonianze dei quattro rapinati. Che, hanno assicurato ai militari, «non è italiano, aveva un accento straniero». Forse di un paese dell’Est europeo. Tutti elementi che potranno rivelarsi utili ai fini delle indagini. Intanto, subito dopo la rapina, all’esterno della filiale, viene affisso un cartello: «Chiuso per motivi tecnici».

Un tentativo di non creare troppo allarme nella popolazione. Ma la presenza dei carabinieri fa da calamita, e chi arriva in via Matteotti capisce subito che il problema è un altro: un bandito, forse aiutato da un complice, ha scelto per la sua scorribanda armata, la tranquilla Gambassi Terme, dove le rapine, almeno negli ultimi anni, le avevano viste soltanto sui giornali o alla tv.

Per fortuna non ci sono feriti, all’interno della filiale non c’erano clienti e i dipendenti hanno mantenuto la calma, in modo da evitare che la situazione degenerasse. Ma quello di giovedì 15 giugno resta comunque un episodio allarmante per la piccola comunità valdelsana.
 

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