Gioco
La Coop di Empoli chiude la domenica, ma obbliga i negozi ad aprire
Retromarcia sui festivi: il supermercato resterà accessibile solo la mattina però arriva il diktat alla galleria commerciale e fra gli esercizi esplode la protesta
EMPOLI. Il finale è di quelli che lascia tutti infelici e scontenti. Già, da una parte non se la ridono le grandi catene, e tantomeno i piccoli negozi. La Coop fa ancora una volta dietrofront sul calendario delle aperture domenicali del centro commerciale di via Raffaello Sanzio, ma il nuovo orario non sembra piacere a nessuno. Il centro, come stabilito da una circolare recapitata ieri mattina ai negozi, sarà aperto 355 giorni all’anno ma con una particolare differenziazione per la domenica. Il supermercato, lo spazio dove si vendono i generi alimentari, sarà aperto solo al mattino, dalle 8. 30 alle 13. 30. I negozi invece resteranno aperti l’intera domenica, dalle 9. 30 alle 20.
Il passo indietro annunciato da Coop ci sarà, ma solo per i propri spazi. Una notizia che ha fatto letteralmente infuriare commercianti e dipendenti degli altri esercizi, pronti nelle prossime ore a dar vita a proteste eclatanti.
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Da mesi ormai va avanti la querelle tra gli esercizi della galleria commerciale e Coop sulle aperture domenicali. Dopo aver testato il “sempre aperto” di domenica, la cooperativa aveva deciso di fare una riflessione meditando un passo indietro. Era stata avviata una consultazione tra i vari esercizi commerciali per capire quali fossero le preferenze di proprietari e gestori in vista dell’estate. E il “sondaggio” aveva spaccato letteralmente in due gli esercenti. Una parte favorevole alle aperture domenicali (grandi catene in testa), un’altra a favore della chiusura o almeno a favore di due sole aperture a settimana.
Il risultato della consultazione che ha coinvolto anche i dipendenti Coop ha fatto maturare una scelta controcorrente, che a qualcuno è sembrato una un passo indietro a metà. Già, perché come si ventilava Coop ha deciso di fare retromarcia e di tenere aperto al mattino, ma solo il supermercato. Tutto il resto dei negozi, dall’elettronica all’abbigliamento, dal bricolage alla ristorazione sarà sempre aperto tutti i giorni, mattina e pomeriggio, ad eccezione di 10 festività comandate. Alla fine però la decisione non sembra riscuotere molti favori. I piccoli negozianti dovranno fare gli straordinari per organizzare i turni e gestire il personale. Alcune delle grandi catene invece storcono un po’il naso perché pur contente delle aperture domenicali continue, dovranno fare i conti con la chiusura pomeridiana del supermercato che giocoforza porterà una riduzione dell’afflusso di clienti e forse anche un po’di confusione nei consumatori. Che già si interrogano, di fronte ai cartelli che all’esterno della struttura recitano “domenica aperto”, anche se aperto non sarà proprio tutto. «Siamo senza parole – racconta Cinzia Favaro del negozio di abbigliamento e calzature Geox – le nostre richieste sono rimaste inascoltate. Se si voleva lanciare un segnale questo non era certo il modo. La Coop farà chiudere il suo supermercato nel pomeriggio e noi? Non potremmo decidere anche noi quando stare chiusi? Noi non possiamo, altrimenti ci becchiamo delle multe salatissime. Siamo pronti a far valere le nostre ragioni».
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Vogliono far sentire la loro voce i negozianti, che potrebbero, con il supporto dei sindacati, indire nel weekend una giornata di sciopero. Boicottaggio, insomma. «Siamo completamente in disaccordo con questa decisione – afferma Cecilia Maffei della Libreria Rinascita – Abbiamo manifestato il nostro pensiero anche in passato. Adesso non vogliamo che ci siano lavoratori di serie A e altri di serie B». Per molti, la soluzione migliore sarebbe ritornare al vecchio schema. «Il centro dovrebbe restare aperto 2 domeniche su 4 – dice Camilla Cerbioni di Maxi Trendy – e alternarsi con le aperture del centro. Il sempre aperto non da risultati. Aspettiamo di vedere cosa succederà con questa nuova formula, ma non credo che si vedranno risultati». Intanto però si parte e salvo nuove disposizioni i negozi chiuderanno solo per le feste comandante. Oltre a Natale Santo Stefano, capodanno ed Epifania saracinesche abbassate anche a pasqua e pasquetta oltre al 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno e il 15 di agosto. Domeniche di risposo sì, ma non per tutti.
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