Il Tirreno

Empoli

L’equazione dell’amore per l’addio al prof buono - Video

Alessandro Marmugi
L’equazione dell’amore per l’addio al prof buono - Video

Studenti di ieri e di oggi in lacrime al funerale di Maestrelli, morto in aula al Fermi «Siamo un unico “sistema”, continuerai a influenzarci anche da lassù»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Trasformare le equazioni in amore. Dare forma, colore e sentimenti alla matematica. Donare amore e generosità a tutti quelli che incontrava, anche solo salutandoli, con un semplice cenno della mano. Carlo Maestrelli, morto a 59 anni, ha saputo trasmettere questo a chi lo ha conosciuto: sensazioni, emozioni e valori puri tra i freddi e troppo spesso asettici banchi di scuola. I suoi ragazzi, i colleghi insegnanti, parenti e amici hanno voluto ricordarlo così, nel giorno dell’ultimo toccante saluto. In centinaia sono accorsi alla cappella dell’ospedale San Giuseppe di Empoli per salutare quello che per tutti era semplicemente “il prof”. Gli alunni di oggi, quei ragazzini che lo hanno visto accasciarsi al suolo all’improvviso durante la lezione all’Istituto Fermi lunedì mattina. Confusi, impietriti. Con lo sguardo attonito e le lacrime agli occhi. C’erano anche gli studenti di ieri, quelli che, dopo tanti anni, non hanno dimenticato i suoi insegnamenti e sono venuti a tributargli l’ultimo saluto.

[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.15457056:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/empoli-folla-al-funerale-del-professore-morto/83386/84912]]

Sulla bara una corona di rose rosse, i fiori della passione, l’ultimo messaggio della compagna Manuela. Accanto al feretro i cartelloni e gli striscioni preparati dai ragazzi. «Sei stato un grande insegnante, rimarrai sempre nei nostri cuori». E poi una formula della fisica, l’equazione di Dirac, quella che qualcuno ha ribattezzato come l’equazione dell’amore. «Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema – scrivono i ragazzi –. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce».

[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.15451070:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2017/06/06/news/professore-muore-in-classe-la-compagna-era-amato-da-tutti-i-suoi-allievi-1.15451070]]

E così succederà anche ai ragazzi, a quegli studenti, che pur avendo perso la loro guida, continueranno a vivere seguendo i suoi insegnamenti. Aveva grande passione per il suo lavoro Carlo, ed una immensa generosità, lo hanno raccontato i colleghi che questa volta hanno anche officiato la cerimonia. Già, don Massimo Scalzi. Oltre ad essere il prete di Martignana è anche insegnate di religione al Fermi ed è stato collega di Carlo. Nelle sue parole si mischiano le convinzioni dell’uomo di fede e la tristezza di chi ha perso un collega e un amico. «Era un uomo sensibile, generoso e buono. Troppo buono – dice don Massimo coadiuvato nelle celebrazioni dal professor Stefano Cigna –. Era apprezzato per la sua conoscenza professionale e per la sua coscienza educativa. Ha detto sì all’amore, fino alla fine. L’amore per i suoi studenti, per la compagna Manuela e per i genitori. In particolare la mamma che ha sostenuto per tanti anni». Ci hanno provato a farsi forza quei professori che hanno condiviso con lui anni di lavoro ma non è facile. «Lo conoscevo da sei anni – dice il dirigente dell’Istituto Gaetano Flaviano – era una persona buona e umile che si è sempre adoperata per la nostra scuola».

Alla fine la straziante lettera dei colleghi del Fermi. «Carlo non era un collega – racconta con la voce interrotta dai singhiozzi e dal pianto il professor Lisi, accompagnato poi dalle testimonianze di altri insegnati – ma un nostro fraterno amico, ha esalato l’ultimo respiro in una di quelle aule della nostra scuola, in cui aveva consumato larga parte dei suoi anni. Non si sentiva bene ma a scuola è voluto venirci lo stesso. Qualcosa lo ha chiamato». Poi un grande applauso e l’ultimo viaggio verso il cimitero comunale di Empoli. Un grande abbraccio, col quale i suoi ragazzi hanno restituito tutto quell’amore che il prof aveva regalato.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa