Il Tirreno

Empoli

Prof morto in classe, la testimonianza di uno studente: «Ho sentito le grida sono corso nell’aula. Rantolava, poi...»

Mario Neri
Zakaria Lebbaraa
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Zakaria Lebbaraa

La testimonianza di Zakaria, uno studente della quinta che ha provato a soccorrere il docente e ha chiamato il 118  

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EMPOLI. È corso subito, ma non credeva che la scena sarebbe stata quella. «Ho visto alzarsi il mio prof in tutta fretta, si sentivano grida e pianti. Lì per lì ho pensato che qualcuno si stesse picchiando in classe, che insomma fosse in corso una rissa. Poi...». Poi Zakaria Lebbaraa, 18 anni, studente di quinta ragioneria, si interrompe un attimo. Riavvolge i ricordi, riparte. «Ho seguito il prof e l’ho visto lì, alla cattedra. Gli stava tenendo alzata la testa, provava a farlo respirare. Io l’ho visto rantolare, non era ancora morto, ma poi mi ha chiamato fuori un amico. Aveva composto il numero del 118, ma forse voleva che a spiegare la situazione fosse qualcuno che era stato in classe. Così ho parlato io con i soccorsi. È stato tutto molto rapido, quando sono arrivato hanno cominciato a rianimarlo, ma non c’è stato nulla da fare».

Questo ragazzo di origine marocchina, nato a Firenze, italiano di seconda generazione, non è il solo ad aver provato a soccorrere Carlo Maestrelli. Prima di lui era arrivato Simone Crocetti, prof di diritto ed economia politica. «Ho sentito le grida dei ragazzi – dice – Avevo appena iniziato la lezione. La nostra aula è proprio vicina alla seconda in cui era Carlo. Sono corso a vedere cosa stava succedendo. Lì per lì non ho pensato ad un infarto, sembrava svenuto. Ho provato a risvegliarlo, dandogli qualche buffetto, a parlargli, ma non reagiva. Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di prendere un defibrillatore, in pochissimi minuti è arrivata l’ambulanza. I soccorsi hanno tentato di rianimarlo per un’ora ma non c’è stato nulla da fare».

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A l’una in molti si fermano ai cancelli del Fermi. Molti sono ragazzini delle terze, delle quarte, sedici, diciassette anni. Tutti sconvolti. Qualcuno sembra non sapere nemmeno ciò che è successo. «Il Maestrelli, ma icché tu dici???», sbotta un ragazzo in un capannello. Preside e vicepreside hanno informato le classi del prof, quelle a cui Maestrelli insegnava, ma non sono pochi quelli che lo conoscevano pur non essendone allievi. «Era un prof amatissimo - dice un ragazzo - Io non l’ho mai avuto, ma una volta mi è capitato di scambiarci due chiacchiere a ricreazione. Faceva pesca sportiva, e anch’io e mio padre siamo appassionati, così ogni tanto scherzando gli chiedevo. “Allora prof, come è andato il weekend, preso un po’ di carpe?”. Scherzava, diceva che al massimo tirava su qualche trota, ma so per certo che invece era uno bravo». Qualche ragazza esce con le lacrime agli occhi. Per i ragazzi della seconda non sarà facile superare lo choc.

 

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