Il dolore
Incuria e cavilli bloccano la Rems Ma è già inutile
di Mario Neri
La Regione obbligata a pagare una maxi tassa per acquisire l’ex carcere: un piano per evitarla
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Anche deserte, le mura di un carcere danno sempre l’impressione di poter far risuonare le storie di chi hanno recluso, e che da un momento all’alto dal silenzio riecheggino i lamenti, il vuoto si riempia di volti smunti e dei nostri spettri. Pozzale ha perso anche questo fascino goticheggiante, oggi sembra solo uno scalo nel nulla, una stazione perduta in una steppa industriale. Di certo questa garitta dev’essere stata anche un binario morto. Da agosto scorso, quando l’ex penitenziario femminile è stato liberato, sono passati tre mesi prima che li trasferissero. Il calendario appeso al muro è fermo a novembre 2016, come se Pozzale fosse diventato un Motel della noia, una carrozza di spleen senza destinazione.
La selva e l’incuria
Oggi è un monumento all’indecisionismo e allo spreco di Stato. Chiuso da oltre un anno per poterlo trasformare in Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentive), cioè l’alternativa rassicurante ai vecchi Opg, cade a pezzi sommerso da erbacce. Ma soprattutto sembra vivere una specie di nemesi, è un ostaggio, non solo dell’incuria ma anche della burocrazia. Non è più del ministero della Giustizia, conferma il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, eppure non è neppure ancora passato all’Asl Toscana centro, che ha già pronto un piano da 650.000 per ristrutturarlo e trasformarlo in una struttura capace di ospitare 21 malati psichiatrici per cui i giudici di Toscana e Umbria abbiano disposto una sorveglianza speciale.
Impigliato nel cavillo
«Da mesi il Dap ha svuotato tutto – conferma Franco Corleone, garante toscano dei detenuti – ma per il passaggio dal Demanio alla Regione e da questa all’Asl c’è un intoppo legato ad una norma che impone il versamento di una tassa di diverse centinaia di migliaia di euro per il trasferimento del bene al gestore finale, cioè l’azienda sanitaria». Per questo non è ancora partita la conversione, la nuova Rems di Pozzale è rimasta impigliata in un cavillo, che ora la giunta di Enrico Rossi proverà a bypassare. «Per evitare una spesa che si aggira sui 250.000 euro – dice l’assessora alla salute Stefania Saccardi – nella variazione di bilancio che dovrebbe approdare in consiglio regionale entro le ferie sarà inserita una norma per superare il problema. L’idea è assorbire il bene attraverso il federalismo demaniale. Solo dopo l’acquisizione si potrà partire con i lavori».
L’apertura slitta ancora
Ma «ci vorranno almeno 8-10 mesi» per poter aprire almeno il primo piano. Dunque, «non prima di fine anno». Un bel po’ di ritardo sugli annunci del ministero Andrea Orlando, che a settembre scorso aveva assicurato la chiusura del cantiere «entro i primi mesi del 2017». Toccò a Saccardi precisare a gennaio. Anche perché i tecnici dell’assessorato scoprirono che a Pozzale «mancava anche l’acqua calda». «Non so come vengono trattati i detenuti dal ministero, ma i nostri modi sono ben diversi, dovremo rifare tutti gli impianti idrici», dice l’assessora, che non vuole che la Rems finisca per somigliare ad un ospedali psichiatrici.
La Rems è già inutile
Quella inaugurata a Montelupo, seppure funzioni abbastanza bene, non basta. Sono troppe le richieste dei magistrati per l’applicazione di misure di sicurezza su persone per le quali viene accertata l’infermità mentale. E per paradosso la Rems di Pozzale è inutile prima ancora di sorgere. Non sarà sufficiente a soddisfare il fabbisogno di cure vigilate. Lo ha scritto proprio Corleone nella sua relazione annuale. «Per quanto riguarda la Toscana (i cui dati vanno letti accoppiati con quelli dell’Umbria, con la quale esiste un accordo per ospitare qui i residenti umbri)a febbraio erano 27 le misure non eseguite, di cui 23 provvisori e 4 definitivi». Tradotto: la Rems di Empoli è già in overbooking ancor prima di aprire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La selva e l’incuria
Oggi è un monumento all’indecisionismo e allo spreco di Stato. Chiuso da oltre un anno per poterlo trasformare in Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentive), cioè l’alternativa rassicurante ai vecchi Opg, cade a pezzi sommerso da erbacce. Ma soprattutto sembra vivere una specie di nemesi, è un ostaggio, non solo dell’incuria ma anche della burocrazia. Non è più del ministero della Giustizia, conferma il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, eppure non è neppure ancora passato all’Asl Toscana centro, che ha già pronto un piano da 650.000 per ristrutturarlo e trasformarlo in una struttura capace di ospitare 21 malati psichiatrici per cui i giudici di Toscana e Umbria abbiano disposto una sorveglianza speciale.
Impigliato nel cavillo
«Da mesi il Dap ha svuotato tutto – conferma Franco Corleone, garante toscano dei detenuti – ma per il passaggio dal Demanio alla Regione e da questa all’Asl c’è un intoppo legato ad una norma che impone il versamento di una tassa di diverse centinaia di migliaia di euro per il trasferimento del bene al gestore finale, cioè l’azienda sanitaria». Per questo non è ancora partita la conversione, la nuova Rems di Pozzale è rimasta impigliata in un cavillo, che ora la giunta di Enrico Rossi proverà a bypassare. «Per evitare una spesa che si aggira sui 250.000 euro – dice l’assessora alla salute Stefania Saccardi – nella variazione di bilancio che dovrebbe approdare in consiglio regionale entro le ferie sarà inserita una norma per superare il problema. L’idea è assorbire il bene attraverso il federalismo demaniale. Solo dopo l’acquisizione si potrà partire con i lavori».
L’apertura slitta ancora
Ma «ci vorranno almeno 8-10 mesi» per poter aprire almeno il primo piano. Dunque, «non prima di fine anno». Un bel po’ di ritardo sugli annunci del ministero Andrea Orlando, che a settembre scorso aveva assicurato la chiusura del cantiere «entro i primi mesi del 2017». Toccò a Saccardi precisare a gennaio. Anche perché i tecnici dell’assessorato scoprirono che a Pozzale «mancava anche l’acqua calda». «Non so come vengono trattati i detenuti dal ministero, ma i nostri modi sono ben diversi, dovremo rifare tutti gli impianti idrici», dice l’assessora, che non vuole che la Rems finisca per somigliare ad un ospedali psichiatrici.
La Rems è già inutile
Quella inaugurata a Montelupo, seppure funzioni abbastanza bene, non basta. Sono troppe le richieste dei magistrati per l’applicazione di misure di sicurezza su persone per le quali viene accertata l’infermità mentale. E per paradosso la Rems di Pozzale è inutile prima ancora di sorgere. Non sarà sufficiente a soddisfare il fabbisogno di cure vigilate. Lo ha scritto proprio Corleone nella sua relazione annuale. «Per quanto riguarda la Toscana (i cui dati vanno letti accoppiati con quelli dell’Umbria, con la quale esiste un accordo per ospitare qui i residenti umbri)a febbraio erano 27 le misure non eseguite, di cui 23 provvisori e 4 definitivi». Tradotto: la Rems di Empoli è già in overbooking ancor prima di aprire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
