La protesta
Tre milioni e 15 assunzioni per l’accoglienza dei rifugiati
di Marco Pagli
Finanziato dal ministero il progetto triennale di Unione e associazioni Tra le novità operatori specializzati e più potere di controllo per l’ente
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Oltre tre milioni per l’accoglienza e l’integrazione nei prossimi tre anni. Finalmente l’Empolese Valdelsa avrà il suo Sprar. Il ministero dell’Interno, infatti, in questi giorni ha pubblicato la graduatoria dei progetti finanziati per la costituzione del Servizio di protezione richiedenti asilo e rifugiati nei territori dove ancora non era presente. Tra questi c’è anche quello presentato dall’Unione dei Comuni, con la collaborazione di un raggruppamento costituito da Oxfam (ente capofila), Coeso Empoli e le Misericordie di Empoli e Certaldo. Il progetto si è classificato al quindicesimo posto su un totale di 97 richieste, delle quali 8 non sono state ammesse.
Lo Sprar, che partirà intorno alla metà di luglio prossimo, ospiterà 75 rifugiati e si snoderà tra i comuni di Castelfiorentino, Certaldo, Empoli, Fucecchio e Vinci. A lavorarci saranno una quindicina di figure con competenze certificate e con ruoli diversi. Il contributo accordato dal ministero ammonta a 1 milione e 66mila euro ogni anno per il prossimo triennio. Si tratta di oltre il 90% dell’intero importo richiesto. I restanti fondi dovranno essere stanziati in cofinanziamento dall’Unione dei Comuni: poco più di 55mila euro all’anno. Il progetto rappresenta un passo in avanti rispetto all’accoglienza straordinaria. Finora quest’ultima era stata l’unica formula presente sul territorio con la prefettura che affidava direttamente ad associazioni e cooperative il servizio e i richiedenti che venivano ospitati nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas). Un sistema che in più di una occasione ha presentato problematiche legate all’adeguatezza dei luoghi, alle condizioni igieniche e anche a quelle di lavoro degli operatori. Gli stessi sindaci nei mesi scorsi avevano denunciato lo scarso controllo che le amministrazioni potevano esercitare, fino ad arrivare alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa che concedeva margini maggiori agli enti pubblici. Con lo Sprar, invece, l’Unione avrà pieni poteri di monitoraggio, essendo l’ente responsabile del progetto. Ma non è l’unica differenza.
Ai soggetti attuatori, infatti, viene richiesta una comprovata esperienza nel campo dell’accoglienza e una competenza riconosciuta agli operatori che saranno assunti. Saranno una quindicina quelli che lavoreranno nel progetto.
Oltre a coloro che si occuperanno dell’accoglienza, sono previste figure professionali come legali, mediatori culturali, psicologi, consulenti per l’orientamento lavorativo e personale sanitario. In base al progetto, che è stato presentato nel marzo scorso, le spese stimate per il personale ammonta nel complesso a 1 milione e 170mila euro. Mentre per l’adeguamento e la gestione (tra cui affitto ed utenze) dei locali che ospiteranno i rifugiati sono stati previsti poco meno di 450mila euro. Poi l’acquisto di attrezzature (25mila euro), le spese generali per l’assistenza come vitto e igiene personale oltre al pocket money per gli ospiti (250mila euro), quelle per l’orientamento e l’assistenza sociali, per i servizi di tutela e per l’integrazione (poco meno di 200mila euro) e altre uscite varie.
Generalmente all’interno del percorso Sprar vengono inserite persone a cui è già stato riconosciuto lo status di rifugiato politico o la protezione internazionale. Persone che sono già in Italia da tempo, insomma, e che hanno già la possibilità di lavorare. Per ospitarle sono stati scelti appartamenti sparsi nei comuni di Castelfiorentino, Certaldo, Empoli, Fucecchio e Vinci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo Sprar, che partirà intorno alla metà di luglio prossimo, ospiterà 75 rifugiati e si snoderà tra i comuni di Castelfiorentino, Certaldo, Empoli, Fucecchio e Vinci. A lavorarci saranno una quindicina di figure con competenze certificate e con ruoli diversi. Il contributo accordato dal ministero ammonta a 1 milione e 66mila euro ogni anno per il prossimo triennio. Si tratta di oltre il 90% dell’intero importo richiesto. I restanti fondi dovranno essere stanziati in cofinanziamento dall’Unione dei Comuni: poco più di 55mila euro all’anno. Il progetto rappresenta un passo in avanti rispetto all’accoglienza straordinaria. Finora quest’ultima era stata l’unica formula presente sul territorio con la prefettura che affidava direttamente ad associazioni e cooperative il servizio e i richiedenti che venivano ospitati nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas). Un sistema che in più di una occasione ha presentato problematiche legate all’adeguatezza dei luoghi, alle condizioni igieniche e anche a quelle di lavoro degli operatori. Gli stessi sindaci nei mesi scorsi avevano denunciato lo scarso controllo che le amministrazioni potevano esercitare, fino ad arrivare alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa che concedeva margini maggiori agli enti pubblici. Con lo Sprar, invece, l’Unione avrà pieni poteri di monitoraggio, essendo l’ente responsabile del progetto. Ma non è l’unica differenza.
Ai soggetti attuatori, infatti, viene richiesta una comprovata esperienza nel campo dell’accoglienza e una competenza riconosciuta agli operatori che saranno assunti. Saranno una quindicina quelli che lavoreranno nel progetto.
Oltre a coloro che si occuperanno dell’accoglienza, sono previste figure professionali come legali, mediatori culturali, psicologi, consulenti per l’orientamento lavorativo e personale sanitario. In base al progetto, che è stato presentato nel marzo scorso, le spese stimate per il personale ammonta nel complesso a 1 milione e 170mila euro. Mentre per l’adeguamento e la gestione (tra cui affitto ed utenze) dei locali che ospiteranno i rifugiati sono stati previsti poco meno di 450mila euro. Poi l’acquisto di attrezzature (25mila euro), le spese generali per l’assistenza come vitto e igiene personale oltre al pocket money per gli ospiti (250mila euro), quelle per l’orientamento e l’assistenza sociali, per i servizi di tutela e per l’integrazione (poco meno di 200mila euro) e altre uscite varie.
Generalmente all’interno del percorso Sprar vengono inserite persone a cui è già stato riconosciuto lo status di rifugiato politico o la protezione internazionale. Persone che sono già in Italia da tempo, insomma, e che hanno già la possibilità di lavorare. Per ospitarle sono stati scelti appartamenti sparsi nei comuni di Castelfiorentino, Certaldo, Empoli, Fucecchio e Vinci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
