Gioco
Gli ultimi 90 minuti per scrivere la storia o finire all’inferno
di David Biuzzi
EMPOLI. Tutto in una notte. Proprio come nel film di John Landis del 1985. In questo caso, però, non si tratta di una cospirazione internazionale - anche se la posta n palio e le polemiche sul...
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EMPOLI. Tutto in una notte. Proprio come nel film di John Landis del 1985. In questo caso, però, non si tratta di una cospirazione internazionale - anche se la posta n palio e le polemiche sul paracadute lo farebbero quasi pensare - ma dell’Empoli. Delle sua stagione, del suo futuro. Fuori o dento, si decidere tutto. Non ci sono appelli, non ci sono vie di fuga.
I MOTIVI. Più che una partita, insomma, quella di Palermo sembra “la madre di tutte le partite”. Almeno per gli azzurri, che hanno la possibilità ma anche l’obbligo di dare un senso a una stagione tormentata e logorante (per tutti) con l’ultimo guizzo. L’acuto che vale non solo l’obiettivo stagionale, ma anche la possibilità di scrivere comunque una pagina di storia. Perché la terza salvezza, in Serie A, non è mai arrivata. E ora è lì, a portata di mano. Finora gli azzurri hanno fatto di tutto per non raggiungerla, neanche fossero un bambino che pensa di toccare il cielo allungando il braccio, ma stavolta davvero non possono fallire.
LA CHIAVE. Limite congeniti e problemi mai risolti, insomma, devono per forza passare in secondo piano. Perché l’Empoli un vantaggio ce l’ha e non è di poco conto: è padrone del suo destino. Se vince è salvo, indipendentemente dal Crotone. Se non ci riesce deve sperare di fare lo stesso risultato dei calabresi, altrimenti se ne andrà all’inferno. Deve farlo con la forza delle motivazioni, perché il Palermo al tavolo dei grandi ha già detto addio. Se fosse una squadra normale, insomma, non ci sarebbe storia o quasi. Quella azzurra, però, in questa stagione non lo è mai stata. Fra tanti bassi e pochi alti (ma con picchi altissimi...) finendo per diventare maledettamente simile alla scatola di cioccolatini di Forrest Gump: non sai mai quello che ci trovi dentro. Stanotte, però, serve il vestito buono. O meglio, serve una squadra di uomini veri. Senza se e senza ma.
LA CARICA DEL DG. E, nella lontana Sicilia, il clima di casa azzurri sembra averlo recepito. Almeno a giudicare dalle parole del dg Carli (perché Martusciello interrompe il silenzio stampa solo per smentire, a Sky, la voce che lo vorrebbe all’Inter mentre la società pubblica un comunicato per dire che è concentrato solo sulla partita...), ed è il dirigente a raccontare come l’Empoli viva la vigilia. «È stata una settimana di ottimo lavoro – sottolinea – abbiamo scelto il ritiro in Sicilia, a Torre del Grifo, perché stando in città forse avremmo respirato più tensioni, più pressioni. È giusto che ci siano, sia chiaro, ma vogliamo una squadra libera di testa il più possibile per provare a fare l’impresa». Parla di impresa, Carli, e lo ribadisce pure. «Abbiamo la possibilità di conquistare per la prima volta nella storia la terza salvezza consecutiva in Serie A e, semplicemente, ora dobbiamo andare a farlo». Al netto di qualsiasi polemica, perché lo sprint è stato sicuramente avvelenato dal caso paracadute. «Tutti fanno il tifo per il Crotone – prosegue – tutti chiedono al Palermo di fare la partita della vita fregandosene di quello che farà la Lazio in Calabria anzi dando per scontato che abbia già perso. Forse diranno persino che c’è il presidente Corsi dietro al closing del Palermo, non mi stupirei. Ma noi dobbiamo pensare a noi stessi, a fare la partita e a vincerla. Perché dipende da noi e vogliamo farcela».
DALL’ALTRA PARTE. Ultima nota su Crotone-Lazio. Ieri l’Atalanta ha vinto contro il Chievo e ha scavalcato i biancocelesti al quarto posto. Se vogliono riprenderselo dovranno impegnarsi molto. Aspettare gli altri, però, è stato uno dei tanti (e grandi) problemi dell’Empoli, quindi meglio pensare a se stessi e a quello che c’è da fare...
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
I MOTIVI. Più che una partita, insomma, quella di Palermo sembra “la madre di tutte le partite”. Almeno per gli azzurri, che hanno la possibilità ma anche l’obbligo di dare un senso a una stagione tormentata e logorante (per tutti) con l’ultimo guizzo. L’acuto che vale non solo l’obiettivo stagionale, ma anche la possibilità di scrivere comunque una pagina di storia. Perché la terza salvezza, in Serie A, non è mai arrivata. E ora è lì, a portata di mano. Finora gli azzurri hanno fatto di tutto per non raggiungerla, neanche fossero un bambino che pensa di toccare il cielo allungando il braccio, ma stavolta davvero non possono fallire.
LA CHIAVE. Limite congeniti e problemi mai risolti, insomma, devono per forza passare in secondo piano. Perché l’Empoli un vantaggio ce l’ha e non è di poco conto: è padrone del suo destino. Se vince è salvo, indipendentemente dal Crotone. Se non ci riesce deve sperare di fare lo stesso risultato dei calabresi, altrimenti se ne andrà all’inferno. Deve farlo con la forza delle motivazioni, perché il Palermo al tavolo dei grandi ha già detto addio. Se fosse una squadra normale, insomma, non ci sarebbe storia o quasi. Quella azzurra, però, in questa stagione non lo è mai stata. Fra tanti bassi e pochi alti (ma con picchi altissimi...) finendo per diventare maledettamente simile alla scatola di cioccolatini di Forrest Gump: non sai mai quello che ci trovi dentro. Stanotte, però, serve il vestito buono. O meglio, serve una squadra di uomini veri. Senza se e senza ma.
LA CARICA DEL DG. E, nella lontana Sicilia, il clima di casa azzurri sembra averlo recepito. Almeno a giudicare dalle parole del dg Carli (perché Martusciello interrompe il silenzio stampa solo per smentire, a Sky, la voce che lo vorrebbe all’Inter mentre la società pubblica un comunicato per dire che è concentrato solo sulla partita...), ed è il dirigente a raccontare come l’Empoli viva la vigilia. «È stata una settimana di ottimo lavoro – sottolinea – abbiamo scelto il ritiro in Sicilia, a Torre del Grifo, perché stando in città forse avremmo respirato più tensioni, più pressioni. È giusto che ci siano, sia chiaro, ma vogliamo una squadra libera di testa il più possibile per provare a fare l’impresa». Parla di impresa, Carli, e lo ribadisce pure. «Abbiamo la possibilità di conquistare per la prima volta nella storia la terza salvezza consecutiva in Serie A e, semplicemente, ora dobbiamo andare a farlo». Al netto di qualsiasi polemica, perché lo sprint è stato sicuramente avvelenato dal caso paracadute. «Tutti fanno il tifo per il Crotone – prosegue – tutti chiedono al Palermo di fare la partita della vita fregandosene di quello che farà la Lazio in Calabria anzi dando per scontato che abbia già perso. Forse diranno persino che c’è il presidente Corsi dietro al closing del Palermo, non mi stupirei. Ma noi dobbiamo pensare a noi stessi, a fare la partita e a vincerla. Perché dipende da noi e vogliamo farcela».
DALL’ALTRA PARTE. Ultima nota su Crotone-Lazio. Ieri l’Atalanta ha vinto contro il Chievo e ha scavalcato i biancocelesti al quarto posto. Se vogliono riprenderselo dovranno impegnarsi molto. Aspettare gli altri, però, è stato uno dei tanti (e grandi) problemi dell’Empoli, quindi meglio pensare a se stessi e a quello che c’è da fare...
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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