La protesta
Niente divieti dopo l’incendio
Arpat non ha chiesto ordinanze al Comune, i danni all’azienda ammontano a decine di migliaia di euro
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CERRETO GUIDI. Nessuna ordinanza di tutela per la salute pubblica (come per esempio il divieto di raccogliere frutta e ortaggi). Il giorno dopo il maxi-incendio che ha causato gravi danni a un capannone della Vetro Resina Toscana a Bassa, i tecnici dell’Arpat hanno completato i rilievi nella zona per verificare l’eventuale presenza di sostanze nocive, dopo che sui cieli cerretesi si era alzata una nube nera visibile da chilometri di distanza. Ma sul tavolo della sindaca Simona Rossetti, non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale.
Questo significa che l’Agenzia non ha riscontrato valori tali da rendere necessario un intervento dell’amministrazione comunale, anche se qualcosa di più si saprà soltanto nella giornata di oggi.
Intanto ieri mattina, nell’azienda di via Catalani – che produce contenitori in vetroresina per lo stoccaggio di sostanze alimentari, chimiche e impianti per la depurazione e il trattamento delle acque civili ed industriali – è iniziata la conta dei danni.
«È andato a fuoco un serbatoio di resina – spiega il titolare Ugo Venturini – oltre alla copertura, che dovrà essere demolita e rifatta». La porzione dell’azienda interessata dal rogo (circa quaranta metri quadrati) è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco, intervenuti in massa (con tre squadre e otto veicoli) nel tardo pomeriggio di lunedì: «In quell’area non c’erano materiali stoccati – sottolinea Venturini –. Tutto è organizzato per garantire la massima sicurezza. Alla fine sono bruciati trenta chilogrammi di resina e un altro po’ di materiale per circa diecimila euro di danni complessivi. Ai quali però c’è da aggiungere la copertura, da rifare completamente».
Oggi l’Arpat dovrebbe comunicare ufficialmente l’esito del sopralluogo di ieri.
Questo significa che l’Agenzia non ha riscontrato valori tali da rendere necessario un intervento dell’amministrazione comunale, anche se qualcosa di più si saprà soltanto nella giornata di oggi.
Intanto ieri mattina, nell’azienda di via Catalani – che produce contenitori in vetroresina per lo stoccaggio di sostanze alimentari, chimiche e impianti per la depurazione e il trattamento delle acque civili ed industriali – è iniziata la conta dei danni.
«È andato a fuoco un serbatoio di resina – spiega il titolare Ugo Venturini – oltre alla copertura, che dovrà essere demolita e rifatta». La porzione dell’azienda interessata dal rogo (circa quaranta metri quadrati) è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco, intervenuti in massa (con tre squadre e otto veicoli) nel tardo pomeriggio di lunedì: «In quell’area non c’erano materiali stoccati – sottolinea Venturini –. Tutto è organizzato per garantire la massima sicurezza. Alla fine sono bruciati trenta chilogrammi di resina e un altro po’ di materiale per circa diecimila euro di danni complessivi. Ai quali però c’è da aggiungere la copertura, da rifare completamente».
Oggi l’Arpat dovrebbe comunicare ufficialmente l’esito del sopralluogo di ieri.
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