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Rischio ambientale dopo il rogo in azienda a Cerreto Guidi
In fiamme vasca di vetroresina, nube nera visibile da chilometri. Scongiurato il peggio grazie alla prontezza dei dipendenti e alla task-force dei vigili del fuoco. Martedì si saprà l’esito dei rilievi Arpat
CERRETO GUIDI. Una vasca in vetroresina in fiamme. La nube di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Scatta la massima allerta, con i vigili del fuoco che intervengono in massa: tre squadre e otto veicoli, provenienti da vari distaccamenti. La task-force, grazie anche all’immediato intervento della squadra antincendio interna all’azienda, consente di domare rapidamente il rogo. Ma resta l’incognita ambientale, almeno fino a martedì 23 maggio, quando i tecnici dell’Arpat avranno completato i rilievi per capire il tipo e la quantità di sostanze disperse nell’aria in seguito all’incendio divampato poco prima delle ore 19 di ieri nella Vetroresina Toscana, che con i suoi sei dipendenti produce contenitori interamente in vetroresina per lo stoccaggio di sostanze alimentari, sostanze chimiche e impianti per la depurazione e il trattamento delle acque civili ed industriali.
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L’azienda si trova in via Catalani, nel cuore della zona industriale di Bassa, nel comune di Cerreto Guidi. Ma l’impressionante colonna di fumo nero ha tenuto in apprensione la popolazione nel raggio di diversi chilometri e nella zona si percepiva anche un forte odore legato alla combustione della vetroresina. A dare l’allarme sono stati i dipendenti, che hanno subito attuato le manovre previste dal protocollo antincendio, che si sono rivelate determinanti per circoscrivere le fiamme. Così come il rapido intervento dei vigili del fuoco: la prima squadra è arrivata quasi subito perché era di ritorno da un intervento a Fucecchio.
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L’azienda è stata evacuata e nel frattempo polizia e carabinieri di Empoli hanno chiuso le strade circostanti per ragioni di sicurezza. Nel giro di alcune decine di minuti il rogo, divampato all’interno di un capannone, è stato domato: per fortuna non ci sono feriti né intossicati. Ma i danni, ancora in corso di quantificazione, sono ingenti.
Nel frattempo sono arrivati anche i tecnici dell’Arpat, che hanno iniziato i rilievi per capire quali sostanze sono state sprigionate dall’incendio (al di là della plastica rinforzata con fibre di vetro contenuta nella vasca) e valutare eventuali conseguenze ambientali: «Dobbiamo aspettare il parere dell’Arpat – sottolinea la sindaca di Cerreto Guidi, Simona Rossetti, arrivata in via Catalani durante le operazioni di spegnimento e bonifica –. Le prime informazioni sono rassicuranti e il forte odore è scomparso nel giro di due ore. Tuttavia soltanto domani (oggi, ndr), saprò se sarà necessaria un’ordinanza».
Non è escluso, ma al momento è soltanto un’ipotesi, un provvedimento che vieti la raccolta di frutta e ortaggi nel raggio di alcune centinaia di metri, come è avvenuto in seguito ad altri incendi.
Intanto prosegue anche il lavoro dei vigili del fuoco del Terrafino, che dopo il sopralluogo all’interno della struttura hanno dichiarato inagibile la parte del capannone dove si è sviluppato l’incendio che ha fortemente danneggiato anche il tetto. I rilievi serviranno anche a fare chiarezza sulle case del rogo.
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