Gioco
Agguato ai tifosi laziali: denunciati tre empolesi
Uno di loro “invitò” i giovani biancocelesti a uscire dal pub, dove furono presi a botte. In arrivo anche i Daspo
EMPOLI. L’ingresso nel pub era stato brusco. «Dove credete di andare con quelle sciarpe?». Ma poi la tensione si era stemperata. Avevano ripiegato i foulard con le aquile reali nei giubbotti. «Possiamo restare qui? Mangiamo un panino e ce ne andiamo». La Lazio aveva espugnato il Castellani, ma loro avevano chiesto il permesso. Pensavano di poterci restare, anche se uno degli ultrà aveva lanciato quell’avvertimento: «Come volete, per me non ci sono problemi, ma non rispondo dei miei amici, restate a vostro rischio e pericolo».
Calci, pugni, botte. Per tre tifosi romani la serata del post Empoli-Lazio del 18 febbraio scorso si era trasformata in un agguato. Tutti ventenni, furono aggrediti fuori da un locale del centro e coinvolti in una aggressione per cui adesso sono indagati tifosi empolesi, accusati di violenza privata aggravata e lesioni personali in concorso. I tre empolesi - di 20, 22 e 25 anni - oltre agli effetti del processo penale, rischiano di dover rimanere fuori dallo stadio per cinque anni. Per loro infatti è partita una richiesta di Daspo e i capi di imputazione sono pesanti.
[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.14903569:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2017/02/19/news/la-denuncia-di-tre-tifosi-della-lazio-aggrediti-a-empoli-1.14903569]]
L’episodio risale a mesi fa, ma da poche settimane gli uomini guidati dal commissario Francesco Zunino hanno chiuso le indagini sul caso. Per ricostruire la rissa sono state acquisite le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza del pub, identificati e ascoltati tutti i testimoni, almeno cinquanta fra ragazze e ragazzi presenti nel locale la notte del dopo partita.
Succede tutto intorno all’una di notte. Allo stadio il match è finito dalle 22.30.
Alcuni supporter laziali decidono di rimanere in città, conoscono Empoli come una piazza tranquilla. Entrano nel locale all’una. La registrazione delle telecamere non lascia dubbi: prima l’ingresso, con uno degli empolesi che intima ai laziali di mettere via le sciarpe. Dopo un po’ la trappola. Uno dei giovani si avvicina al tavolo degli “avversari” e chiede loro di alzarsi. Fuori scattano le botte. Alla fine la peggio l’avranno gli ospiti, che salgono in macchina e corrono fino a Roma per accompagnare in ospedale quello dei tre messo peggio. Ne uscirà con una costola fratturata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
