Gioco
Palio di Fucecchio, il sindaco: «Turisti, venite in Buca sarà uno spettacolo»
Spinelli: «L’evento può stregare anche i non fucecchiesi. Abbiamo investito sulla Buca e sulla sicurezza dei cavalli»
FUCECCHIO. Il sindaco Alessio Spinelli col Palio ha iniziato la sua esperienza politica nel 2009, nominato assessore dal primo cittadino di allora Claudio Toni. Oggi Spinelli si trova a gestire una manifestazione sempre più in crescita, dove ogni anno si presentano nuove sfide da affrontare. Si è fatto molto ma altrettanto c’è ancora da fare.
Cosa si aspetta?
«Innanzitutto che non piova. Può sembrare una battuta ma il meteo ha un forte impatto su molte delle iniziative legate al Palio. Ma a parte questo voglio vedere Fucecchio viva, con le piazze e la Buca piena, di fucecchiesi e non. Pensate alla cena della vigilia, che porta circa 400 persone a tavola in ogni contrada; si tratta di 5.000 persone, mezzo paese. Poi che le cose vadano per il meglio, che ci sia una sana competizione all’interno delle regole che ci siamo dati».
In cosa è cresciuto il Palio?
«Nei buoni rapporti di collaborazione e comunicazione fra le contrade e il Comune. Facciamo tante riunioni, per cercare di limare tutti i dettagli. Poi c’è la Buca: sono stati acquistati i box per i cavalli (con impianto di illuminazione), è stata migliorata la recensione e sono state installate delle scalette sul ciglio. Poi ci sarà un’ambulanza in più per i cavalli, tutto per la sicurezza animale in ottemperanza alle normative. Inoltre per la sfilata ci sarà la tribuna e in Buca ce ne sarà una più grande».
E invece su cosa si può migliorare?
«Sulla capacità di attrarre i turisti, su cui stiamo lavorando. Potremmo mettere un’altra tribuna per la sfilata, oppure trovare un modo per riempire il tempo fra una batteria e l’altra. Su questo continuiamo a parlare e discutere, il Palio è una manifestazione fondamentale per Fucecchio e dobbiamo promuoverla e renderla più attraente per chi viene da fuori».
Ma perché un non fucecchiese dovrebbe venire al Palio?
«Non è un discorso legato alla domenica, c’è tutta una settimana di festa da vedere e da vivere. La sindaca di Empoli Brenda Barnini, ad esempio, mi ha fatto i complimenti per come è addobbata la nostra città in questo periodo. Credo che un turista potrebbe anche prendere parte alla cena della vigilia, che secondo me è un momento molto suggestivo ed emozionante. Non si tratta soltanto di far vedere le bellezze del nostro paese ma i valori che trasmettiamo: c’è l’identità di un popolo che si sente legato ad un territorio».
Sul mossiere è sembrato in dubbio: è andata così?
«No, avevo già deciso di puntare su Gennaro Milone. Poi è chiaro che anche gli altri nomi che sono circolati – ad esempio quello di Luciano Gigliotti – sono di persone molto competenti. Milone in questo momento mi dà più sicurezze e per questo ho scelto di puntare ancora su di lui, per il prossimo anno vedremo. Ma c’è una cosa che voglio dire: i mossieri si facciano avanti, perché non è che ce ne siano molti a disposizione».
Lei in passato è stato anche contradaiolo?
«Fino ai 16 anni facevo parte della contrada Massarella, ho fatto anche la sfilata: erano gli inizi degli anni Ottanta, quando ancora non sapevamo cosa sarebbe diventato il Palio. Poi ho abbandonato questo “ambiente” per tanti anni; mi sono rituffato nel Palio quando sono diventato assessore al Palio col sindaco Toni. Negli anni mi sono reso conto di tutte le bontà di questo evento e di tutte le sue potenzialità: la gente sta attenta al paese, diventa gelosa di quello che ha e si impegna per il suo territorio; il Palio è questo, la corsa è solo il “gioco” finale, dal quale subito dopo si riparte per l’anno successivo».
Crede che la strada del Palio straordinario sia percorribile?
«Io sono favorevole ma devono volerlo le contrade, perché non è semplice gestire due carriere in un anno. Io sono aperto ad ogni proposta ma si deve trovare anche un’occasione, una ricorrenza, che gli dia valore. Certo che uno straordinario avrebbe il potere di “riattivare” tutta la vita sociale legata alle contrade».
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