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Palio di Fucecchio: la magia della sfilata con 1.200 protagonisti

Palio di Fucecchio: la magia della sfilata con 1.200 protagonisti

Dal Padule alla famiglia Della Volta fino alle reliquie ecco i temi scelti dalle contrade per il corteggio di domenica

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FUCECCHIO. La sfilata a Fucecchio porterà domenica per le strade 1200 figuranti, oltre a migliaia di spettatori. Ogni anno le contrade cercano di variare i temi dei loro corteggi storici: si va dalla condizione della donna nel 1400 al mondo delle reliquie, passando per le tradizioni del Padule e la famiglia Della Volta. Il tutto realizzato dai contradaioli. Ecco tutti i temi.

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Borgonovo. Il corteggio storico descriverà la condizione dell’uomo e della donna nel XV secolo; obiettivo della sfilata biancorossa è rappresentare le varie fasi – con le rispettive differenze – della vita di un uomo e di una donna. Due universi distinti, che si riuniscono al momento del matrimonio.

Botteghe. La contrada rende omaggio alla sua tradizione contadina. Questa terra era particolarmente apprezzata da Cosimo I de’ Medici, che vi investì ingenti risorse per acquistare numerosi poderi. I contadini, invece, erano molto poveri ed era loro interesse trarre dalle proprie terre il maggior numero di prodotti per sfamare la famiglia.

Cappiano. Nel 1517 Leone X emanò la predicazione delle indulgenze, che permetteva ai ricchi di pagarsi il paradiso. A Fucecchio la Signoria Ducale si trovò a richiamare i monaci e le monache dei vari monasteri affinché si occupassero della loro spiritualità. Particolare attenzione sarà data alla figura di suor Fiammetta degli Aldobrandi, minacciata e perseguitata dalle altre monache.

Ferruzza. Rievocazione dell’arrivo a Fucecchio nel 1516 di Clarice de’Medici, figlia di Piero de’ Medici e di Alfonsina Orsini, quindi nipote di Lorenzo il Magnifico. In quella occasione il Comune di Fucecchio si offrì di pagare tutte le spese necessarie all’accoglienza e al suo soggiorno. Certamente lei si sarà fermata in preghiera davanti all’immagine della Vergine Maria Ferruccia.

Massarella. La contrada campione in carica si concentrerà sull’alimentazione in Padule e nei boschi delle Cerbaie alla fine del 1700. Fin dal medioevo i locali si nutrivano grazie ai prodotti della zona palustre; solo che caccia e pesca erano poco redditizie per gabelle ed imposte comunali. La condizione iniziò a migliorare alla fine del XVIII secolo: da allora il cibo iniziò ad essere presente in maggiori quantità e nacquero piatti tipici consumati ancora oggi, come la zuppa di pane.

Porta Bernarda. È durante il XIII secolo che venne realizzata una delle più importanti porte medievali di Fucecchio, che apparteneva al “Dominus Bernardo Dei Simonetti” e a lui fu intitolata. Da qui nasce il nome di questa contrada. Durante il corteggio storico verrà “riprodotta” una sezione di questa casata, tra le più potenti dell’epoca a Fucecchio.

Porta Raimonda. La contrada vuole raccontare il culto delle reliquie. Possederle significa prestigio, occasioni di guadagno e protezione divina. Alcuni abili artigiani e decoratori del luogo vengono incaricati di realizzare preziosi manufatti nei quali le “sacre reliquie” verranno poi degnamente conservate. Quando i reliquari sono pronti vengono portati ai loro committenti che, vantandosi del loro acquisto, li esibiscono.

Querciola. Il tema è quello della festa di San Giovanni: una delle manifestazioni religiose più importanti del calendario medievale, durante la quale si esprimeva devozione al santo attraverso sontuosi cerimoniali ma anche attraverso riti propiziatori fortemente intrisi di superstizione e di credenze popolari.

Samo. Questa contrada presenta il tema del pellegrinaggio religioso, l’atto volontario grazie al quale il fedele abbandona i luoghi conosciuti, le proprie abitudini ed il proprio ambiente affettivo per recarsi fino al santuario che ha liberamente scelto o che gli è stato imposto dalla sua penitenza. I pellegrinaggi descritti saranno due: quello a Roma e quello a Santiago de Compostela.

San Pierino. La contrada presenta tre quadri distinti: nei primi due vengono rappresentate le antiche professioni del fabbro e del fornaio, che andavano acquisendo un peso economico-sociale crescente; nel terzo, invece, riproduce la lavandaia, cioè uno spaccato di vita del periodo medievale.

Sant’Andrea. È la contrada dalle origini più antiche: fin dal 1251 e forse in tempi anteriori, esisteva intorno al luogo detto “La Volta” , il borgo di Sant’Andrea. Il suo nome deriva da una chiesa e successivamente dal monastero fondato da Monna Lippa Bostichi dei Della Volta. La sfilata è incentrata sulla descrizione di questa potente famiglia.

Torre. L’arrivo delle reliquie di San Candido: Fucecchio nel 1665 non aveva ancora un santo patrono, così l’abate del monastero di San Bartolomeo a Cappiano Niccolao Cicci riuscì a convincere il consiglio comunale che sarebbe stato importante averne uno. Il 16 aprile 1665 Alessandro VII proclamò San Candido patrono di Fucecchio e il cardinale Ottaviano Caraffa consegnò a Cicci un vaso col sangue e il sacro corpo del Santo.
 

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