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di Marco Sabia
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FUCECCHIO. Tutti in fila per un selfie con il cencio dei sogni. Che diventerà magico, domenica, per uno solo dei dodici popoli. Come l’anno scorso ci sono due cavalli, uno bianco e uno nero, i colori...

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FUCECCHIO. Tutti in fila per un selfie con il cencio dei sogni. Che diventerà magico, domenica, per uno solo dei dodici popoli. Come l’anno scorso ci sono due cavalli, uno bianco e uno nero, i colori del Comune di Fucecchio: poi – nel drappellone dipinto da Angelo Barbaro e Paolo Giusti – ecco che sullo sfondo appare la corsa del Palio; nel mezzo tante persone, che portano un’insegna del 37° Palio di Fucecchio e che metaforicamente cominciano un cammino sulla Francigena verso San Cristoforo, protettore di tutti i viandanti. San Cristoforo sulle spalle porta il bambin Gesù, che vuol rappresentare tutti i bambini. Il messaggio più importante sta nell’aureola: è un frase latina, che è traducibile come «Il destino accompagna chi si fa guidare e trascina chi non lo fa». San Cristoforo che è anche ritratto sotto forma di affresco in piazza Vittorio Veneto, proprio dove è stato svelato il cencio.
Una città in festa. Un boato ha accolto alle 22.32 il cencio in una piazza gremita da migliaia di fucecchiesi: come sempre in tanti – per scaramanzia – lo hanno toccato (mentre passava tra la folla) col proprio fazzoletto di contrada per accattivarsi la buona sorte, che nel Palio è la padrona assoluta. Il drappo è stato dipinto da due professori della scuola media Montanelli – Petrarca nella massima segretezza: l’insegnante di educazione tecnica Paolo Giusti e quello di educazione artistica Angelo Barbaro. Una novità, voluta dall’amministrazione e sposata dai due professori con entusiasmo: «È stata una sfida impegnativa – raccontano – che abbiamo accettato volentieri. Il senso che sta dietro al nostro cencio è molto legato alla scuola: c’è Gesù, che rappresenta i bambini, che devono farsi guidare nel loro cammino per non fare degli errori. La frase in latino è molto esplicativa da questo punto di vista: i bambini e i ragazzi devono seguire i consigli che ricevono, per camminare verso un qualcosa di positivo. Per questo c’è molto della scuola, perché lì sono i professori come noi a ricoprire questo ruolo». «Questo cencio – ha aggiunto l’assessore al Palio Daniele Cei – è nato con la volontà di avvicinare il mondo della scuola al Palio. Il tema è quello dell’anno dei cammini, nell’ottica della promozione turistica extra-territoriale del Palio e di Fucecchio. Poi va detto che il medioevo è il periodo più rappresentato nella sfilata e a quell’epoca Fucecchio aveva ruolo centrale, essendo un crocevia di importanti strade, tra cui la Francigena».
Il sorteggio. Nel corso della serata c’è stata anche l’estrazione dell’ordine di sfilata di domenica mattina (dalle ore 9.30, con partenza da piazza Moro). Come di consueta sarà aperta dalla contrada campione in carica, in questo caso Massarella; poi toccherà a San Pierino, Cappiano, Querciola, Sant’Andrea, Torre, Ferruzza, Samo, Botteghe, Porta Raimonda, Borgonovo e, infine, Porta Bernarda.
La notte dei sogni. Poi stasera andrà in scena l’appuntamento più atteso, quello di tratta. Qui si decidono i destini delle dodici contrade, perché l’assegnazione a sorte del cavallo indirizza indubbiamente le fortune dei dodici popoli; ci sarà chi potrà sognare di vincere e chi invece dovrà rassegnarsi e magari sperare che non vinca la contrada rivale. L’appuntamento è in piazza Montanelli, dalle 21 in poi, anche se spesso nella tratta le tempistiche si dilatano. Anche il Tirreno sarà presente, con un diretta multimediale (www. iltirreno. it/empoli) dei concitati istanti della tratta. Le contrade arriveranno cantando – con alla testa il fortunello – e convergeranno dentro la piazza, in attesa che la Dea Bendata scelga i suoi favoriti. Quest’anno saranno due bambini di Ferruzza ad estrarre le palline dalle urne, grazie alle quali si determineranno le accoppiate cavallo-contrada. Si tratta del momento più teso di tutta la settimana del Palio, per certi versi ancor di più della corsa stessa. Questo perché mentre le contrade e i cavalli vengono estratti la tensione è palpabile, respirabile: prima viene sorteggiato il cavallo, poi cala il silenzio in attesa che esca il nome della contrada. Qui le reazioni sono principalmente tre: euforia per un cavallo da Palio; indifferenza per un animale di basso-medio livello oppure disperazione perché la sorte è stata ingrata. Disperazione che può diventare beffa se la contrada rivale ottiene un cavallo con cui può vincere; a quel punto è il capitano che deve fare le sue riflessioni, decidendo se fermare “politicamente” o fisicamente la rivale in Buca (le sanzioni sono state inasprite da questo punto di vista). Qualora le visite veterinarie di ieri e le scelte dei capitani di oggi determinino un lotto più o meno equilibrato le contrade potrebbero decidere di fare una corsa guardando solo a se stesse piuttosto che alla rivale, per chi ce l’ha.
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