Il Tirreno

Empoli

Il calcio sociale abbraccia venti profughi 

I ragazzi del centro giovani e della Farfalla ad Avane per un’iniziativa all’insegna dell’integrazione

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EMPOLI. A volte basta poco. Bastano un prato, due porte e un pallone da calcio per superare qualsiasi tipo di barriera. Ed ecco che un gol, una parata, un semplice calcio di rigore si trasformano in un momento di festa, grazie al quale lasciasi alle spalle i propri problemi e pensare soltanto a stare in amicizia e divertirsi. Questa è la filosofia che accompagna il calcio sociale, il calcio per tutti, che ormai da oltre tre anni si gioca ad Avane.
Il progetto, promosso dalla cooperativa Piccolo Principe ed iniziato nel gennaio del 2014 sta riscuotendo sempre maggior successo e ieri pomeriggio i ragazzi coordinati da Juri Stabile hanno accolto nella loro consueta partitella del venerdì dei calciatori davvero speciali. Si tratta di una ventina di richiedenti asilo del centro di accoglienza straordinaria “La farfalla” nella frazione di Casenuove ad Empoli.
Oltre 50 ragazzi e una ragazza, (visto che il calcio sociale non ha nessuna preclusione di genere) si sono sfidati in delle partitelle miste all’insegna del divertimento. «Avevamo già coinvolto i ragazzi del centro di accoglienza qualche giorno fa per una partitella al parco di Casenuove – racconta Juri Stabile – e visto che l’iniziativa ha avuto successo abbiamo deciso di fare il bis. Per questi ragazzi giocare a calcio non significa solo fare sport o passare un pomeriggio. È qualcosa di più, qui riescono a relazionarsi ad integrarsi e a creare dei rapporti di amicizia. E questa è la cosa più importante». Già, qui non c’è bisogno di essere fenomeni, o avere le scarpe firmate per giocare. Qui in panchina non ci va nessuno, possono scendere in campo tutti. Giovani, anziani, ragazzi, ragazze, di qualsiasi estrazione sociale. Si gioca senza arbitro e un calciatore può segnare al massimo tre gol. In campo anche gli educatori che per i ragazzi sono una sorta di guida. Qui non esistono disabilità o altri problemi, perché di fronte ad un pallone siamo tutti uguali. E lo si è visto anche ieri nel corso delle accesissime sfide che hanno visto protagonisti i ragazzi del centro giovani e i migranti del centro di accoglienza. Anche per loro quello di ieri è stato un momento importante di svago e relax. Per molti che arrivano dal cuore dell’Africa, il calcio è una grande passione e una giornata così può solo regalare gioia e sorrisi.
In campo, anche se non in vesti di calciatore, anche l’assessore allo sport del Comune di Empoli Fabrizio Biuzzi, da sempre grande sostenitore del calcio sociale. «Si tratta di un’iniziativa straordinaria – dice Biuzzi – ci auguriamo che possa allargarsi e coinvolgere sempre più ragazzi». Il calcio sociale si gioca il lunedì pomeriggio al campo sportivo di Avane e il giovedì invece a Fontanella. Chi vuole può passare da lì e mettersi a giocare. E magari segnare anche un bel gol ai pregiudizi e all’indifferenza.
Alessandro Marmugi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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