assistenza agli spastici
Chiude la sede dell’Aias a Empoli
Il presidente: «Non abbiamo soldi per pagare affitto e bollette»
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EMPOLI. Dopo quarantotto anni l’Aias (Associazione italiana assistenza spastici) – sezione Enrico Berti di Empoli, chiude la sede di via Villani 11. Ad annunciarlo è il presidente Giovanni Grazzini, che spiega i motivi di una scelta dolorosa: «Purtroppo non abbiamo più fondi per pagare l’affitto e le bollette. Dopo quasi mezzo secolo di battaglie per i diritto ad una vita dignitosa delle persone disabili, ci arrendiamo. Non possiamo, oltre al servizio di 24 ore su 24 di puro volontariato, continuare a metterci le mani nelle tasche per coprire le spese».
Un duro colpo per una sezione fondata nel dicembre del 1968, il cui primo presidente fu l’allora sindaco di Empoli Mario Assirelli.
Giovanni Grazzini, che ha annunciato la chiusura con un post su Facebook, ha anche spiegato che per portare avanti l’attività (che comprende anche la consulenza ai disabili nel disbrigo delle pratiche), servono almeno 350 euro al mese.
«Ringraziamo – scrive ancora Grazzini – tutti i volontari che si sono avvicendati in questi anni, tutte quelle persone che ci sono state vicine, il consiglio delle ex casa del Popolo Spartaco Lavagnini di Rozzalupi. Come Aias Empoli, non abbiamo, e ne siamo orgogliosi, protettori di palazzo. Continueremo la nostra lotta – assicura il presidente – per i diritti e la dignità delle persone, sia come Aias fino al 31 dicembre, sia personalmente finché campo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un duro colpo per una sezione fondata nel dicembre del 1968, il cui primo presidente fu l’allora sindaco di Empoli Mario Assirelli.
Giovanni Grazzini, che ha annunciato la chiusura con un post su Facebook, ha anche spiegato che per portare avanti l’attività (che comprende anche la consulenza ai disabili nel disbrigo delle pratiche), servono almeno 350 euro al mese.
«Ringraziamo – scrive ancora Grazzini – tutti i volontari che si sono avvicendati in questi anni, tutte quelle persone che ci sono state vicine, il consiglio delle ex casa del Popolo Spartaco Lavagnini di Rozzalupi. Come Aias Empoli, non abbiamo, e ne siamo orgogliosi, protettori di palazzo. Continueremo la nostra lotta – assicura il presidente – per i diritti e la dignità delle persone, sia come Aias fino al 31 dicembre, sia personalmente finché campo».
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