Lutto
Protestano gli studenti del Checchi: «Senza neppure salviette in bagno»
Sono andati sotto il Comune di Fucecchio e sono stati ricevuti dal sindaco Alessio Spinelli. Tra le loro richieste: la maggiore presenza del dirigente e distributori automatici di bibite e merende
FUCECCHIO. In cinquanta la mattina di giovedì 27 aprile alle 9 si sono trovati davanti al palazzo comunale, per chiedere di essere ricevuti dal sindaco Alessio Spinelli. Studenti dell'istituto superiore Arturo Checchi di Fucecchio, che sono andati in Comune - anche se sulle scuole superiori il sindaco non ha competenza - per chiedere una mano nella risoluzione di alcuni problemi che riguardano il Checchi.
Una protesta pacifica, senza striscioni né megafoni. Solo la richiesta - poi accettata - di poter parlare col primo cittadino, che ha accolto una delegazione dei rappresentanti d'istituto, ascoltandoli per oltre mezz’ora, sebbene la competenza sulle scuole di questo grado sia nelle mani della Città metropolitana. Ma per cosa protestano questi ragazzi? Al Checchi - da inizio anno - non ci sono più i distributori automatici, cioè quelli che dispensano merendine, panini, snack, caffè e bibite varie; questo per una serie complicatissima di vicissitudini tra le ditte che volevano vincere l'appalto. Fatto sta che - come i raccontano i ragazzi - i distributori non ci sono fisicamente, quindi per la merenda l'unica opzione è portarsela da casa, oppure comprarla al bar. Poi i ragazzi lamentano un altro disagio, un po' particolare: nei bagni - hanno raccontato - mancano le salviette per asciugarsi le mani e contemporaneamente non esistono gli asciugatori elettrici o quelli col panno che si tira giù. Questo - pare - perchè le salviette finivano nello scarico dei wc, intasandoli. Ma c'è anche un altro capitolo: la dirigente del Checchi è Daniela Mancini, che di questo istituto ha la reggenza; dirigente che guida anche il Ferraris-Brunelleschi di Empoli, per un totale di circa 2000 ragazzi (1300 da Empoli, 700 da Fucecchio). Gli studenti del Checchi hanno spiegato che vorrebbero vederla più spesso nella propria scuola, che però si disloca su tre plessi: uno in piazza Veneto (il Moda), uno in viale Gramsci (il professionale) e il più nuovo in via Padre Checchi, dove ci sono liceo e ragioneria. Per cui la dirigente deve dividersi tra il Ferraris Brunelleschi di Empoli e le tre sedi fucecchiesi, questo lungo tutta la settimana scolastica.
La protesta andata in scena giovedì mattina non ha visto una mobilitazione da tutte e tre le strutture ma in futuro potrebbe accadere, specie se gli studenti non dovessero sentirsi soddisfatti nel prossimo futuro. Ragazzi che già a settembre diedero vita ad un'altra protesta, molto simile, perchè anche in quel caso fra gli argomenti del contendere c'era l'assenza dei distributori automatici. Piccoli grandi problemi, evidenziati da una delegazione di studenti dinanzi al sindaco.
La risposta alle lamentele degli studenti del Checchi da parte della dirigente Daniela Mancini non ha tardato ad arrivare. La preside ha usato più la carota del bastone:«Non ero a conoscenza di questa protesta, non ero stata avvertita. Per quanto riguarda la mancanza dei distributori automatici i ragazzi hanno ragione ma non abbiamo potuto fare diversamente, sono sopraggiunte delle vicende che non dipendono da me, né dalla mia presenza o meno nei tre plessi. Stiamo sbrigando la parte burocratica ma a questo punto saremo pronti per il prossimo anno scolastico. Se poi mi chiedono di avere le salviette nei bagni, le farò mettere. Per quanto riguarda la mia presenza a Fucecchio non è vero che non ci sono e comunque il Checchi ha ben 3 sedi tra cui dividersi».
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