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Porta Raimonda e il suo "contropalio": ecco il perché della Contesa del Branca

Marco Sabia
Tonella Cenci con le giubbe della Contesa del Branca (foto Agenzia Sestini)
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Tonella Cenci con le giubbe della Contesa del Branca (foto Agenzia Sestini)

Nell’Arena del Rio da 24 anni in scena la “Contesa del branca”. La presidente Tonella Cenci: «La contesa nacque per scherzare, per ridere su un qualcosa che invece è importantissimo, appassionante, pieno di nervosismo: il Palio» 

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FUCECCHIO. Come se non bastasse il Palio la contrada Capitana Porta Raimonda ha inventato — 24 anni fa — una sorta di “contropalio”, che ha preso il nome di “Contesa del branca”. Domenica 243 aprile si è corsa la venticinquesima edizione di questa “parodia paliesca”, che vede i ragazzi (o le ragazze) di contrada correre a pelo sugli asini (i ciuchi) nell’Arena del Rio, che non è altro che un campo da calcio in via Giordano, riadattato per le esigenze della contesa. Il territorio di contrada è stato diviso in rioni, ognuno è dei quali sfida l’altro per accaparrarsi il cencio dipinto dai piccoli di contrada per l’occasione.

Vuol essere una parodia del fratello Palio di maggio. Si tratta dei rioni Valle, Fuoriporta, Cuore, Trento, Musici e Antico, che rimandano alle divisioni territoriali della contrada. Per questa importante edizione sul dorso dei ciuchini, che scorrazzeranno nei prati, ci sono stati dei fantini speciali, le donne di porta Raimonda. A dirigere un mossiere d’eccezione: Bastiano. Silvano Vigni, fantino storico delle carriere senesi e importante presenza nella Raimonda, dirigerà le operazioni della mossa. Sabato sera è stata organizzata la “cena del Branca”, per presentare i rioni con priori e fantini mentre — poco prima di correre — gli asini verranno assegnati a sorte con la tratta.

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Un Palio “interno”, nato per scherzare, come spiega la presidente Tonella Cenci: «La contesa nacque per scherzare, per ridere su un qualcosa che invece è importantissimo, appassionante, pieno di nervosismo: il Palio. Perché ridere anche solo per un giorno sul Palio non è sempre facile per noi. Una parodia della corsa, con sei rioni che partecipano, rinominati in base alle particolarità di quella porzione di contrada. Ad esempio c’è il rione Cuore, che è il centro della contrada; il rione Antico, perché è la parte più antica e così via.

Ogni rione ha un priore, cioè un capo, che sceglie un fantino che sale a pelo sul ciuco. Ma quello che è più importante è che noi abbiamo considerato rione tutti i nostri contradaioli che abitano al di fuori del territorio di contrada ma che la vivono comunque. Così è nato il rione Fuoriporta». I fantini montano dopo aver indossato un “pannolone”, che non è altro che una protezione per le parti basse e gli organi genitali, vista la spigolosità del dorso degli asini. Il tutto in un’atmosfera scherzosa, anche se la voglia di vincere c’è: «Vincere fa sempre bene, all’animo al cuore e a tutto il resto. Poi — conclude la presidente — noi lo facciamo per ridere tutti assieme, per divertirci».

Curiosamente il rione più titolato (con 8 vittorie) è Fuoriporta, quello che “ospita” i contradaioli che non vivono nel territorio di contrada. Poi Cuore (6), Valle (5), Musici (3), Antico (1) e Trento (1). E altrettanto curiosamente la contesa è nata nel 1993, anno della prima vittoria nel Palio vero e proprio, con Salvatore Ladu detto “Cianchino”. 

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