Sicurezza
Botte a moglie e figlia, niente arresto
Per la giudice non c’era la flagranza. L’uomo violento dovrà stare solo lontano da casa
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VINCI. Arresto non convalidato, solo l’obbligo di stare lontano dal domicilio, da quella casa in cui martedì scorso l’uomo in questione ha picchiato la moglie e la figlia di fronte ad altri due figli piccoli. Di nazionalità cinese, 46 anni, era stato portato in camera di sicurezza dai carabinieri della stazione dopo che le due donne, con ancora le percosse evidenti sui loro volti, erano state portate al pronto soccorso del San Giuseppe e avevano raccontato il loro incubo fatto di botte, insulti e violenze che si protraevano da un anno. Ieri si è svolta la direttissima in tribunale a Firenze e il giudice, una donna, Serafina Cannata, ha ritenuto di non convalidare quanto fatto dai militari di Vinci perché non ci sarebbe stata la flagranza di reato.
Dunque il marito e babbo violento è tornato di nuovo libero. Come se quell’ennesima serata di botte non fosse avvenuta. Come se i soccorritori del 118 non si fossero trovati di fronte a una scena drammatica: la mamma dolorante con il bambino più piccolo che si era rifugiato tra le sue braccia per lo spavento, la figlia più grande piena di lividi e l’altro figlio, poco distante, ancora sotto choc. Quello che rimane di queste ore di violenza, però, sono la ribellione e il coraggio delle due donne che al pronto soccorso di Empoli hanno trovato la forza di raccontano il loro calvario. E qui è scattata la procedura del codice rosa. Il quarantaseienne, come altre volte, si era scagliato contro entrambe, colpendole a ripetizione con schiaffi e pugni, come hanno dimostrato i lividi sui loro corpi. Alla moglie ha anche strappato ciocche di capelli.
Al San Giuseppe, dopo essere state sottoposte agli accertamenti, sono state dimesse con prognosi di 10 e 15 giorni.
Negli ultimi mesi, come hanno denunciato le due donne, la situazione all’interno della casa si era fatta insostenibile, con le liti che puntualmente sono state accompagnate dalla botte, in particolare alla moglie e alla figlia più grande della coppia, spesso sotto gli occhi degli altri fratelli. Come è avvenuto di nuovo martedì scorso. Ma per la giudice la flagranza non c’era.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dunque il marito e babbo violento è tornato di nuovo libero. Come se quell’ennesima serata di botte non fosse avvenuta. Come se i soccorritori del 118 non si fossero trovati di fronte a una scena drammatica: la mamma dolorante con il bambino più piccolo che si era rifugiato tra le sue braccia per lo spavento, la figlia più grande piena di lividi e l’altro figlio, poco distante, ancora sotto choc. Quello che rimane di queste ore di violenza, però, sono la ribellione e il coraggio delle due donne che al pronto soccorso di Empoli hanno trovato la forza di raccontano il loro calvario. E qui è scattata la procedura del codice rosa. Il quarantaseienne, come altre volte, si era scagliato contro entrambe, colpendole a ripetizione con schiaffi e pugni, come hanno dimostrato i lividi sui loro corpi. Alla moglie ha anche strappato ciocche di capelli.
Al San Giuseppe, dopo essere state sottoposte agli accertamenti, sono state dimesse con prognosi di 10 e 15 giorni.
Negli ultimi mesi, come hanno denunciato le due donne, la situazione all’interno della casa si era fatta insostenibile, con le liti che puntualmente sono state accompagnate dalla botte, in particolare alla moglie e alla figlia più grande della coppia, spesso sotto gli occhi degli altri fratelli. Come è avvenuto di nuovo martedì scorso. Ma per la giudice la flagranza non c’era.
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