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Empoli

Piccola, forte e... rosa: i segreti dei campioni di Massarella - Video

Marco Sabia
Il consiglio della contrada Massarella, al centro il presidente Ferrero Rosati, con la nostra locandina celebrativa (foto Agenzia Sestini)
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Il consiglio della contrada Massarella, al centro il presidente Ferrero Rosati, con la nostra locandina celebrativa (foto Agenzia Sestini)

Caffè Palio. Nella contrada vincitrice lo scorso anno tra lady-barbaresco e la maga dei tamburi. E il fortunello Ivo Cucini ha realizzato a mano il gioco del Palio

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FUCECCHIO. Se si dovesse riassumere la contrada Massarella verrebbero in mente innanzitutto due parole: entusiasmo ed organizzazione. La prima perché, dopo il trionfo dello scorso anno, i massigiani stanno ancora sentendo le farfalle nello stomaco, innamorati come sono di quella vittoria, di quella “vendetta paliesca” nei confronti della rivale Torre, che nel 2015 aveva impedito loro di correre la finale. Ma poi c’è anche un aspetto organizzativo non da poco, visto che da piccola contrada al confine estremo di Fucecchio, Massarella sta creando una struttura tale da stare al vertice del mondo del Palio.

D’altronde il motto della contrada è la frase latina “Parva sed fortis” , che significa piccola ma forte. Negli anni è stata rammodernata la sede — ricavata nell’ex scuola elementare — senza dimenticare i nuovi tamburi, le nuove bandiere, i nuovi fazzoletti (quelli che si mettono al collo) e la realizzazione di una sartoria ad hoc per la contrada. In questo piccolo spicchio di Padule che conta 900 abitanti si è creato un microcosmo che gira attorno a due colori: il rosa e il celeste. Tanto che c’è chi ha realizzato da zero un “Gioco del Palio” elettrico, con tanto di mossiere in legno e meccanismo di sgancio con peso annesso, come in Buca.

IL FORTUNELLO E IL SUO GIOCO

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Anche la pista è stata fatta inserendo la sabbia del Tevere che arriva dall’ex cava dove oggi si corre il Palio. A creare questo marchingegno più unico che raro è stato Ivo Cucini, che è un po’ il nonno della contrada, nonché uno dei simboli, essendone stato il fortunello per 2 anni. Ma Ivo Cucini, oltre ad essere molto fortunato quando si tratta di cavalli assegnati a sorte, in contrada è un tuttofare: il gioco del Palio che ha realizzato ricalca la pista del Palio di Siena, però con salite e discese; per questo ha inserito un generatore, che fa risalire le palline coi colori delle contrade (i cosiddetti “barberi”). Lo ha fatto, come ci ha raccontato, per fare un regalo ai ragazzi di contrada: «Ci ho messo tutto l’inverno e devo ancora finirlo: ha già il canape e il meccanismo di sgancio».

LA RESTAURATRICE DI TAMBURI

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E mentre Cucini “inventava” questo nuovo gioco, in contrada c’è chi aveva già lavorato duro sui tamburi, che sono stati rimessi a nuovo da Erika Guidi (in collaborazione con altri contradaioli): «L’intenzione — spiega — è quella di rendere più storici possibile gli strumenti a disposizione. Per questo abbiamo ritinto tutti i tamburi, li abbiamo smontati e una volta rimontati li abbiamo accordati a mano, che è un lavoro piuttosto impegnativo, per cui serve forza, oltre ad uno strumento particolare che abbiamo commissionato e fatto realizzare. Poi abbiamo cambiato tutte le bacchette, sostituendo quelle col velcro sulla testa con altre completamente in legno. Questo perché il velcro tende a “fermare” il suono, rendendolo “a campana”. E poi il velcro nel medioevo non c’era». Ora la contrada sta facendo il conto alla rovescia a meno di un mese dal Palio, che si correrà il 21 maggio.

LADY-BARBARESCO

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Molto lo deciderà la tratta e in quella serata piena di tensione una delle protagoniste sarà Benedetta Boncristiani, barbaresco celeste-rosa al terzo anno, una delle poche donne per un ruolo tipicamente maschile. Tuttavia, pian piano, le donne stanno guadagnando campo e da eccezione stanno diventando una felice consuetudine. E, come nel caso di Benedetta, hanno avuto la fortuna di riportare in stalla il cavallo vittorioso: «Devo ringraziare David Giuggiolini, che mi fece entrare nel gruppo stalla nel 2009. Da lì, grazie anche al fatto che ho montato a cavallo, sono riuscita a diventare il barbaresco; ho iniziato nel 2015, ci venne assegnato Rijhaid e fu un’emozione forte. Poi nel 2016 abbiamo avuto nuovamente uno dei migliori cavalli ed è stata un’emozione ancor più grande: bella, bella, bella. Sinceramente faremmo qualsiasi fioretto, qualsiasi promessa, pur di rivincere il Palio».

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TUTTI I PROTAGONISTI DELLA CONTRADA

Ferrero Rosati è il timoniere della contrada massigiana, che può sfoggiare nella sua sede cinque cenci, vinti nel 1998, 2000 (palio ordinario), 2003, 2004 e 2016, rispettivamente con Massimo Coghe, Gianluigi Mureddu, Claudio Bandini (cappotto 2003-04) e Giuseppe Zedde. Dopo Porta Bernarda — e insieme a Querciola — è la contrada che ha vinto più palii. Tornando al direttivo di contrada oltre a Rosati c’è un gruppo così composto: alla vicepresidenza Giacomo Rosati e Maurizio Sabatini; alla segreteria Catiuscia Cenci; come cassiere Maria Grazia Baronti; economo Donato Gaudiosi. Inoltre Marianna Rosati (responsabile comunicazione), Massimiliano Gatoni (sede di contrada), Cristian Guidi (strutture), Alessandro Talini (sartoria e sfilata), Patrizia Bandini (archivio storico), Cinzia Valori (cucina), Orlando Beconcini (addetto al personale e dirigente della squadra di calcetto), Gabriele Rosati (gruppo giovani) Chantal Dini (eventi), Dario Buralli (musici e sbandieratori) e Claudio Buralli (spettacoli).

Poi c’è il capitolo corsa, con in testa il capitano Alildo Boschi, insieme ai mangini Daniele Baronti (impegnato anche nel torneo di calcetto) e Federico Lampaggi. Poi Benedetta Boncristiani come barbaresco ed Emanuele Lazzeretti come vice. Poi gli addetti stalla: Imerio Cucini, Mario Pellegrini, Francesco Talini, Damiano Cherubini, Gabriele Guidi, Simone Bennati. Senza dimenticare la squadra di calcetto (che sta disputando la prima fase del torneo in queste settimane): l’allenatore è Marco Donati, assistito da Massimo Del Bellino, Rossano Morini, Federico Baronti.

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