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Massarella: anche le sarte hanno il loro regno - Video

Marco Sabia
Alessandro Talini con alcuni costumi esposti (foto Agenzia Carlo Sestini)
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Alessandro Talini con alcuni costumi esposti (foto Agenzia Carlo Sestini)

Talini apre le porte del laboratorio dove nascono i costumi della sfilata. E a tavola arriva l’olio di contrada

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FUCECCHIO. Grazie all’altruismo di un suo contradaiolo, Massarella ha potuto realizzare — dal nulla — una sartoria, con tanto di macchine da cucire e postazioni per il taglio e la stiratura. Al piano di sopra, invece, sono esposti alcuni dei vestiti già realizzati, una sorta di museo di contrada in divenire, che ricalca molto lo stile senese. Si tratta di unicum rispetto altre contrade, soprattutto perché è quasi impossibile trovare analoghe realtà che abbiano a disposizione dei locali che sembrano dei veri e propri laboratori per il confezionamento di abiti dal valore difficilmente quantificabile, soprattutto perché realizzati grazie al volontariato del popolo di contrada.

In questo caso le protagoniste sono le donne di Massarella, alcune abbastanza in là con l’età, che custodiscono un patrimonio sartoriale che rischia di andare perso con le nuove generazioni. Fra tutte queste donne c’è anche un uomo, che è il responsabile del progetto. Risponde al nome di Alessandro Talini, che ha spiegato perché la contrada ha investito sulla sartoria: «Questa struttura è nata dall’esigenza di avere uno spazio dove poter conservare tutto il materiale di quasi 40 anni di sfilata. Oltre ad avere un luogo dove fare le riunioni del gruppo che si occupa del corteggio storico.

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Dietro abiti del genere c’è un lavoro immenso: si parte da una ricerca storica su vari testi o quadri; poi si va alla modelleria, passando dallo sviluppo e finendo col confezionamento. Stiamo cercando di coinvolgere quante più persone possibile in questo nuovo progetto». L’intenzione — la sartoria è stata inaugurata il 1º aprile — è appunto quella di poter fisicamente cucire i vestiti in questo stabile, che si trova a circa 150 metri dalla sede. Oltre all’investimento fatto dalla contrada per gli strumenti da lavoro avere la sartoria è stato possibile grazie ad un contradaiolo, che ha ceduto in comodato d’uso i suoi locali.

«Ci stiamo strutturando — ha aggiunto il presidente Ferrero Rosati — investendo sia sulla sede, sia su immobili e terreni, in gran parte di nostra proprietà. Ad esempio abbiamo “l’olio di contrada” che l’anno scorso abbiamo ottenuto dalla spremitura delle olive della nostra oliveta dopo aver raccolto le olive tutti assieme. Faremo anche altro, per cercare di continuare a crescere nel futuro.

Tutto questo grazie al lavoro dei contradaioli, che hanno deciso di dedicare tempo e risorse alla contrada. È un lavoro che va avanti da alcuni anni, passo dopo passo mettiamo un mattoncino in più». Ma Rosati che Palio si aspetta, dopo il tripudio assoluto dello scorso anno? «Indipendentemente da questo andremo per fare il Palio come facciamo sempre, poi è chiaro che ci sono variabili su cui non abbiamo potere. Di sicuro faremo il massimo delle nostre possibilità».

 

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