Il Tirreno

Empoli

Picchiato a sangue e abbandonato per strada a Empoli - Video

di Francesco Turchi
L’uomo disteso per terra sotto gli occhi di decine di passanti (Fotoservizio Agenzia Carlo Sestini)
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L’uomo disteso per terra sotto gli occhi di decine di passanti (Fotoservizio Agenzia Carlo Sestini)

Rissa davanti a un gruppo di ragazzini, sotto gli occhi delle telecamere e a due passi dal giro

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EMPOLI. Lo hanno picchiato a sangue, a pochi metri da un gruppo di ragazzini che sono rimasti impietriti di fronte a una scena terribile. È finito a terra, sbattendo la testa e ha perso i sensi. Gli aggressori si sono dati alla fuga, abbandonandolo sull’asfalto. Nel cuore della città, a due passi dal “giro” dello shopping, lungo una strada monitorata da tre telecamere della videosorveglianza. A Empoli, alle 19 del Venerdì Santo. Con decine di persone che passeggiando si sono ritrovate di fronte a un corpo disteso, con la testa appoggiata sull’asfalto, circondata da una grossa macchia di sangue. All’incrocio tra piazza XXIV Luglio, via Ferrucci e via dei Neri, proprio davanti agli ex bagni pubblici. Insomma, non in una qualsiasi periferia malfamata.

Sono stati i passanti — che per alcuni lunghissimi minuti hanno temuto il peggio — a chiedere aiuto al 118. Che ha inviato un’ambulanza della Pubblica Assistenza di Empoli e l’automedica. Nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi, una ragazzina trova il coraggio di avvicinarsi. Conosce l’uomo, lo chiama per nome. Lui, che fino ad allora era rimasto immobile — con un accendino nella mano destra — e privo di sensi, apre gli occhi. Un movimento quasi impercettibile. Poi sussurra qualcosa, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti i presenti. Quindi entrano in scena i soccorritori. 

L’uomo viene trasferito sull’ambulanza, dove si riprende, e poi viene trasportato al pronto soccorso del San Giuseppe. Si tratta di Neureddine Hibousssi, 39 anni, marocchino, che lavora come bracciante.

Nel frattempo arriva una pattuglia della polizia municipale dell’Unione dei Comuni, che chiude la strada all’altezza di via Cavour, per non far entrare le macchine in piazza XXIV Luglio. E avvia le indagini, raccogliendo una serie di testimonianze. Ma non quelle dei ragazzini che — seppur da alcuni metri di distanza — hanno assistito a tutta la scena e che durante i soccorsi avevano raccontato una serie di particolari forse utili alle indagini: «Lo hanno picchiato in due, ma c’erano anche altri che sono rimasti a guardare». Quando arrivano i vigili se ne sono già andati. Ma non è per scelta loro. È arrivato un genitore, che dopo aver spiegato ai presenti che «d’altra parte non possono essere loro a salvare il mondo», se li è portati via: «E poi comunque ci sono le telecamere».

Il sistema di videosorveglianza potrebbe essere decisivo per ricostruire l’episodio, capire quante persone sono state realmente coinvolte nella rissa e identificarle. Il condizionale è d’obbligo, per motivi tecnici: nelle ultime settimane si sono verificati alcuni problemi all’impianto, che comunque erano stati dati per risolti dall’amministrazione comunale in seguito all’intervento di una ditta. Dunque - a meno di successivi black-out - dovrebbe essere tutto ok. E di telecamere che inquadrano l’area dove si è verificata l’aggressione, ce ne sono addirittura tre, proprio perché in fase progettuale quella era stata individuata come una zona a rischio.

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Secondo le prime informazioni, alla base del litigio poi sfociato a calci e pugni contro il bracciante, ci sarebbero motivi legati al lavoro: non è escluso che il trentanovenne e coloro che lo hanno picchiato siano colleghi. Ma non è escluso — al momento — che dietro a tanta violenza ci siano anche altri motivi, tutti da chiarire. Di certo c’è che nell’ultimo periodo gli episodi di questo tipo, a Empoli, si sono registrati con una frequenza preoccupante.

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