Il Tirreno

Empoli

A 83 anni fa arrestare il falso carabiniere 

di Francesco Turchi
A 83 anni fa arrestare il falso carabiniere 

L’anziana gli ha fatto trovare una pattuglia all’appuntamento

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EMPOLI. Hanno riproposto un copione spesso vincente, quello del falso carabiniere - supportato da un sedicente avvocato - che chiede la cauzione per liberare il figlio coinvolto in un incidente stradale mentre era alla guida di un’auto priva di copertura assicurativa. Ma stavolta dall’altra parte del telefono hanno trovato un’anziana decisamente sveglia. Che non ha abboccato. Anzi. Ha teso loro una trappola: ha fatto arrivare i carabinieri (quelli veri) e il truffatore è finito in manette. Ora le indagini proseguono per capire se l’uomo ha agito da solo (interpretando entrambi i ruoli, militare e avvocato) o se era supportato da un complice
Martedì, intorno a mezzogiorno, squilla il telefono di una signora, che vive da sola in casa nella frazione di Avane: «Quest’uomo si qualifica come carabiniere mi dice che mio figlio ha investito un ragazzino di 17 anni in scooter e che l’assicurazione della macchina era scaduta. Quindi l’avevano trattenuto in caserma e servivano 2.500 euro come cauzione per farlo tornare a casa. Io ho risposto che tutti quei soldi non li avevo e che al massimo avrei potuto dargli 5-600 euro. Lui mi ha detto che avrebbe chiesto all’avvocato se poteva andare bene lo stesso e ha riagganciato».
Ma la ricostruzione non quadra nella testa della signora: «Prima di tutto non ho un figlio, ma una figlia ed era impossibile — per quanto è precisa e attenta — che non avesse pagato l’assicurazione». E poi sono entrate anche in gioco le campagne informative anti-truffa che in questi mesi hanno visto i militari battere a tappeto tutto il territorio (in particolare all’uscita delle messe), per distribuire volantini con tutti i consigli. Un’iniziativa voluta dal comando provinciale per cercare di mettere in guardia — in particolare i più anziani, ma non solo — dagli stratagemmi studiati dai truffatori a domicilio, dopo che negli ultimi mesi si è assistito a un’escalation preoccupante di casi, anche nell’Empolese Valdelsa. Dove c’è chi si spaccia per carabiniere (come in questo caso), chi per una vecchia amica del figlio. E chi si presenta come un tecnico (di acqua, luce o gas) incaricato di effettuare un sopralluogo. Qualcuno si fa preannunciare con una telefonata, altri si attaccano al campanello. E spesso i colpi, purtroppo, vanno a segno, con decine di truffatori che sono usciti dalle case degli anziani della zona con gioielli e contanti.
E allora le forze dell’ordine hanno puntato sui vademecum rilanciati anche da giornali e tv: «E quando ho ricevuto la prima chiamata me ne sono ricordata. Così, quando mi hanno ritelefonato, mentre parlavo con il falso carabiniere al fisso, all’altro orecchio tenevo il cellulare, con i carabinieri veri che mi davano le indicazioni». Il truffatore accetta l’offerta di 600 euro e fissa l’appuntamento a casa della signora, in via Magolo: «Veniamo lì a ritirarli». Detto, fatto. Passano pochi minuti e una macchina parcheggia lungo la strada. Ma contemporaneamente arrivano anche i carabinieri della compagnia di Empoli, che bloccano l’auto e arrestano un ventinovenne di Napoli, incensurato: «È stato un bel momento, fino a quando non ho visto arrivare la pattuglia ho avuto un po’ di paura. Sono stati bravi a prenderlo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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