Italia
Traditi dalle foto col cellulare rubato
Non cambiano l’account e gli scatti finiscono nell’archivio del derubato, due denunciati
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MONTELUPO. Si scattano foto col cellulare rubato e finiscono nei guai: protagonisti due albanesi, uno di 39 anni, l’altro di 40, che sono stati denunciati dai carabinieri della stazione di Montelupo, per il reato di ricettazione.
Le indagini erano scattate a seguito della denuncia sporta da un montelupino cinquantenne per il furto del cellulare, subito lo scorso 15 settembre al circolo Arci, frazione di Fibbiana. I militari hanno iniziato una serie di attività che hanno permesso di individuare i due. In particolare l’uomo, dopo aver subito il furto ha ricomprato un altro telefono e — utilizzando lo stesso account — si è ritrovato all’interno del cellulare foto di sconosciuti.
Dalle indagini dei militari, il nuovo numero utilizzato all’interno del cellulare rubato era intestato ad un albanese di 40 anni mentre il dispositivo in realtà veniva usato da una albanese di 39 anni.
Soggetti che comparivano nelle foto che si è ritrovato la vittima sul suo account: i due, in pratica, venuti in possesso dello smartphone, non avevano disattivato il vecchio account (resettando il telefono) e di conseguenza tutti i dati, comprese le foto, finivano nell’archivio online del derubato.
Per loro è scattata la denuncia per ricettazione. In poche parole i due sono stati beffati dalla tecnologia presente in questi telefoni di ultima generazione: perché praticamente ogni smartphone offre la possibilità di avere una sorta di “archivio online” dove finiscono i dati contenuti fisicamente nella memoria del telefono.
Quindi, anche se qualcuno si vede rubare il telefono, può comunque accedere a questo spazio virtuale che aveva creato, associandolo al telefono stesso. E — se chi sottrae il telefono non lo resetta — può finire nel telefono nuovo del derubato, nel caso si scatti della foto col cellulare rubato. Chissà quale stupore deve aver provato il derubato quando — accedendo dal nuovo dispositivo al vecchio account — si è trovato dinanzi foto che immortalavano persone totalmente sconosciute.
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Le indagini erano scattate a seguito della denuncia sporta da un montelupino cinquantenne per il furto del cellulare, subito lo scorso 15 settembre al circolo Arci, frazione di Fibbiana. I militari hanno iniziato una serie di attività che hanno permesso di individuare i due. In particolare l’uomo, dopo aver subito il furto ha ricomprato un altro telefono e — utilizzando lo stesso account — si è ritrovato all’interno del cellulare foto di sconosciuti.
Dalle indagini dei militari, il nuovo numero utilizzato all’interno del cellulare rubato era intestato ad un albanese di 40 anni mentre il dispositivo in realtà veniva usato da una albanese di 39 anni.
Soggetti che comparivano nelle foto che si è ritrovato la vittima sul suo account: i due, in pratica, venuti in possesso dello smartphone, non avevano disattivato il vecchio account (resettando il telefono) e di conseguenza tutti i dati, comprese le foto, finivano nell’archivio online del derubato.
Per loro è scattata la denuncia per ricettazione. In poche parole i due sono stati beffati dalla tecnologia presente in questi telefoni di ultima generazione: perché praticamente ogni smartphone offre la possibilità di avere una sorta di “archivio online” dove finiscono i dati contenuti fisicamente nella memoria del telefono.
Quindi, anche se qualcuno si vede rubare il telefono, può comunque accedere a questo spazio virtuale che aveva creato, associandolo al telefono stesso. E — se chi sottrae il telefono non lo resetta — può finire nel telefono nuovo del derubato, nel caso si scatti della foto col cellulare rubato. Chissà quale stupore deve aver provato il derubato quando — accedendo dal nuovo dispositivo al vecchio account — si è trovato dinanzi foto che immortalavano persone totalmente sconosciute.
Marco Sabia
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