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Empoli

verso il taglio al servizio in quattro comuni 

«No alla posta a giorni alterni» Appello dei sindaci al ministro

«No alla posta a giorni alterni» Appello dei sindaci al ministro

EMPOLI. Tutti sindaci dell’Empolese Valdelsa contro Poste. E in particolare contro il progetto — che avevamo anticipato lo scorso 23 febbraio — che prevede il recapito della corrispondenza a giorni...

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EMPOLI. Tutti sindaci dell’Empolese Valdelsa contro Poste. E in particolare contro il progetto — che avevamo anticipato lo scorso 23 febbraio — che prevede il recapito della corrispondenza a giorni alterni a Montaione, Gambassi Terme, Vinci e Cerreto Guidi. «Chiediamo al ministro dello sviluppo economico — si legge in un comunicato stampa di sospendere il Piano. Questa è la nuova politica di Poste Italiane, che sta tagliando costi, sportelli e postini, riducendo la consegna delle lettere a cinque giorni ogni due settimane (anziché cinque a settimana come previsto dalle norme europee): lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana e martedì e giovedì in quella successiva. Vale a dire, dieci giorni al mese su trenta.
Poste Italiane è ormai una società per azioni quotata in Borsa e il mercato del recapito della posta è stato aperto alla concorrenza. Poste, comunque, resta però obbligata, fino al 2026, ad assicurare la copertura del cosiddetto “servizio postale universale” su tutto il territorio nazionale «senza discriminazioni tra gli utenti». Per garantire questo servizio, Poste incassa 262, 4 milioni all’anno».
«Ma mentre in 1. 900 comuni italiani è stata introdotta una rete di distribuzione parallela — scrivono i sindaci — la restante maggioranza degli stessi (6. 100 comuni) dipendono ancora completamente dai postini di Poste. Non si riesce a comprendere come mai, pur avendo approvato il Parlamento europeo una risoluzione sull’applicazione di una direttiva del 1997 per la fornitura di un servizio postale universale a condizioni accessibili, per cinque giorni alla settimana, per tutti i cittadini, Poste Italiane abbia continuato per la propria strada confermando l’attuazione del Piano di tagli ai propri servizi fondamentali di sportello e di recapito della corrispondenza in generale, rischiando esporre l’Italia a una sanzione da parte del Parlamento Europeo.
Con l’attuazione del suo piano di riorganizzazione, Poste Italiane taglia i Servizi, creando gravi disagi ai cittadini ed in particolare alla popolazione anziana dei nostri comuni collinari già in sofferenza per il digital-divide generazionale e colpendo direttamente tutti coloro che per scelta vogliono continuare a vivere in un territorio che non deve essere continuamente vessato da diminuzione dei servizi.
La consegna a giorni alterni comprende gli invii prioritari, come le raccomandate dell’Inps, gli avvisi di Equitalia, i telegrammi, e pure i quotidiani e i settimanali in abbonamento. Già si segnalano disagi e disservizi legati a questa scelta di ottimizzazione».
I più colpiti sono i piccoli comuni e le aree interne, e gli undici sindaci dell’Unione sono preoccupati «dei disservizi e dei disagi che potrebbero interessare i quattro Comuni».
I sindaci ribadiscono «la necessità di garantire il servizio universale e il mantenimento degli sportelli postali proprio in quelle aree dove il servizio postale deve essere mantenuto per garantire coesione sociale». E chiedono al ministro Calenda di sospendere il Piano e attivare un tavolo di confronto tra Comuni, Regione e Poste.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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