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La vittoria promessa a David, morto a 32 anni di malattia

Giacomo Bertelli
La madre di David Noci, Alessandra
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La madre di David Noci, Alessandra

La sua squadra si aggiudica il campionato e lo dedica a lui. La madre del giovane è diventata presidente e non si è persa una partita

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CERTALDO. Una vittoria per David Noci, un traguardo che gli era stato promesso. A lui, l’amico, scomparso a 32 anni nel settembre 2016 per un male incurabile. E’ esplosa lunedì scorso, intorno alle 23, la grande festa del Prisma, la squadra di calcetto dove militava David, per la vittoria del campionato, maturata all’ultimo turno, con un finale vissuto con il cuore in gola, aspettando i risultati degli avversari.

La squadra dell’allenatore Roberto Cappelletti, della madre Alessandra che è diventata presidente e del fratello Kenny ha così potuto festeggiare un risultato che gli amici avevano promesso al talentuoso ragazzo che tutt’oggi lascia un grande vuoto nel cuore di tanti certaldesi.

La promessa di vincere il campionato è scattata a settembre, dopo la domenica del Calambur, il palio certaldese, il momento in cui David se ne è andato per sempre. Il numero 10 della squadra amatoriale del G.S. Boccaccio lottava da tempo con un male che lo aveva tenuto 2 anni lontano dai campi di calcio, salvo poi tornare e vincere in un colpo solo la prima edizione del torneo dei Rioni con il Vicario e sfiorare il titolo estivo, perdendo in finale contro il Tranceria Camilla, al torneo della Mensa.

Lui non sapeva cosa gli sarebbe successo ma aveva già allertato tutta la sua squadra per il calcetto di ottobre 2016. Sarebbe stato l’anno del Prisma, quella squadra che al torneo della Mensa aveva perso una finale e da dove lui era ripartito, grazie all’aiuto e alla spinta di un amico come Emanuele Alfani, oggi bomber del Certaldo calcio. La malattia aveva ripreso forza dopo che David l’aveva inizialmente sconfitta ma lui non si scoraggiava, aveva ben chiari quali fossero i suoi obiettivi calcistici da condividere con gli amici.

Un obiettivo che è stato raccolto dal fratello Kenny e dalla madre Alessandra che ogni settimana, sfidando pioggia e gelo, si è messa a sedere su una panca di legno per vedere correre un pallone e quelle maglie neroverdi dove in campo però mancava il numero 10, quello di suo figlio. Una presenza costante, da presidente per Alessandra, che non è mai mancata per più di 20 partite al campo sportivo di via Don Minzoni.

Il Prisma in poco tempo è salito in vetta, coadiuvato dagli avversari storici del Borgobasso che all’ultima giornata avevano un piccolo vantaggio legato alla coppa disciplina. Per i ragazzi di Cappelletti sembrava ormai irraggiungibile il titolo e così lunedì 11 aprile si sono vissuti attimi di grande apprensione. I neroverdi, scesi in campo alle 20.30, hanno vinto l’ultima partita e alle 22.30 erano tutti in prima fila per vedere da vicino gli avversari che in caso di vittoria si sarebbero laureati campione. Il destino ha voluto che il Borgobasso non giungesse al traguardo e così il Prisma negli spogliatoi ha festeggiato il titolo di campioni del torneo, rispettando così quella promessa fatta a David.

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