Mostra i genitali a due donne mentre fanno jogging per strada
L'uomo di Montelupo era al volante vestito soltanto con una felpa e un cappellino le ha avvicinate tre volte con l’auto tra Fibbiana e Cortenuova: denunciato dalla polizia
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MONTELUPO. Loro, due amiche, stavano facendo jogging. Lui, con la sua auto, le ha avvicinate a più riprese, a bordo della sua auto. Cappellino, felpa e... nient’altro. Con una mano guidava, con l’altro si teneva l’organo genitale, mostrandolo alle due. Una volta, due, tre. Facendo su e giù tra Fibbiana e Cortenuova. Ma alla fine, una delle due quarantenni, è riuscita a prendere il numero di targa. La polizia ha individuato la macchina, intestata a un sessantenne di Montelupo, che dunque non corrispondeva all’identikit fornito dalle donne. “L’auto viene utilizzata da mio figlio” ha spiegato imbarazzato l’uomo agli agenti del commissariato di Empoli. Che, riconosciuto dalle due amiche, è stato denunciato per molestie continuare e atti osceni in luogo pubblico.
Sono le 18 di venerdì scorso, quando le due quarantenni decidono di andare a fare una corsetta.
Lasciano l’abitato di Fibbiana, percorrendo via Arnovecchio, e prima di raggiungere via delle Draghe, vengono affiancate da un’auto, che arriva da dietro. A bordo c’è un uomo sulla trentina. Senza pantaloni e mutande. Abbassa il finestrino e mostra i genitali, toccandosi, alle due donne. Fiero di sé, si allunga sul sedile, “stiracchiandosi” . Tutto questo per alcuni secondi. Poi se ne va. Sembra finita, ma non è così. Le due amiche proseguono la loro corsa verso Cortenuova e dopo poco vengono nuovamente affiancate, dalla stessa macchina. E la scena che segue è identica: esibizione e fuga. Ma il terzo atto costa caro all’uomo. Le due amiche vanno fino a Tinaia e poi tornano indietro. Quando arrivano all’altezza del luogo dove era avvenuto il primo “approccio” , vengono nuovamente affiancate dalla stessa macchina. Stavolta l’esibizionista le affianca dalla sua parte, quella del conducente, invadendo la carreggiata. Sopraggiunge un’altra auto e il molestatore è costretto a frenare per evitare l’impatto. Una manovra che lo fa finire in trappola. Perché una delle quarantenni — impaurita — si rifugia nel giardino di un’abitazione, mentre l’altra prende il numero di targa. Quindi scatta la telefonata al 113 e iniziano le indagini.
Il proprietario del veicolo viene subito individuato, dai successivi accertamenti emerge che a quell’ora l’auto era in uso al figlio. Che — attraverso le fotografie — viene riconosciuto dalle due vittime. Così il trentaquattrenne di Montelupo, fino a quel momento senza precedenti penali, viene denunciato.
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sono le 18 di venerdì scorso, quando le due quarantenni decidono di andare a fare una corsetta.
Lasciano l’abitato di Fibbiana, percorrendo via Arnovecchio, e prima di raggiungere via delle Draghe, vengono affiancate da un’auto, che arriva da dietro. A bordo c’è un uomo sulla trentina. Senza pantaloni e mutande. Abbassa il finestrino e mostra i genitali, toccandosi, alle due donne. Fiero di sé, si allunga sul sedile, “stiracchiandosi” . Tutto questo per alcuni secondi. Poi se ne va. Sembra finita, ma non è così. Le due amiche proseguono la loro corsa verso Cortenuova e dopo poco vengono nuovamente affiancate, dalla stessa macchina. E la scena che segue è identica: esibizione e fuga. Ma il terzo atto costa caro all’uomo. Le due amiche vanno fino a Tinaia e poi tornano indietro. Quando arrivano all’altezza del luogo dove era avvenuto il primo “approccio” , vengono nuovamente affiancate dalla stessa macchina. Stavolta l’esibizionista le affianca dalla sua parte, quella del conducente, invadendo la carreggiata. Sopraggiunge un’altra auto e il molestatore è costretto a frenare per evitare l’impatto. Una manovra che lo fa finire in trappola. Perché una delle quarantenni — impaurita — si rifugia nel giardino di un’abitazione, mentre l’altra prende il numero di targa. Quindi scatta la telefonata al 113 e iniziano le indagini.
Il proprietario del veicolo viene subito individuato, dai successivi accertamenti emerge che a quell’ora l’auto era in uso al figlio. Che — attraverso le fotografie — viene riconosciuto dalle due vittime. Così il trentaquattrenne di Montelupo, fino a quel momento senza precedenti penali, viene denunciato.
Francesco Turchi
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