Sicurezza
La fontana del coccodrillo risistemata grazie ai bambini
di Marco Pagli
È il simbolo di Pozzale realizzato sulla leggenda di un gruppo di cacciatori che partirono per catturare l’alligatore. E che furono derisi da Brusciana
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EMPOLI. Dietro ogni buon campanilismo che si rispetti sta tanta storia e anche tanta capacità di riderci sopra. E così il restauro della fontana di Pozzale, in mezzo alla piazza della frazione empolese, diventa l'occasione per ricordare la leggenda del coccodrillo. L'idea dei lavori per sistemare uno dei simboli del paese (il coccodrillo, appunto, raffigurato ai piedi della fondana) è venuta ad alcuni volontari dell'associazione culturale La Costruenda, che proprio a Pozzale è nata. Così, coinvolgendo i bambini della scuola elementare della frazione, è partito il progetto di resaturo.
L'amministrazione lo scorso anno ha dato il via libera e all'inizio del 2017 sono partiti i lavori, che sono in via di ultimazione in questi giorni. E il prossimo 19 aprile ci sarà l'inaugurazione ufficiale con una cerimonia che andrà avanti dal pomeriggio fino alla sera. «La piazza è un punto centrale di Pozzale - spiega Giancarlo Boldrini, presidente de La Costruenza che tra le altre cose organizza la sagra del carciofo - e la fontana da quasi quindici anni ne è forse il simbolo più importante. Perché non è un semplice arredo urbano, ma un'opera che pesca nella nostra storia. Siamo contenti che siano stati proprio i bambini della scuola elementare, insieme ai nostri volontari, ad essere protagonisti della fase di progettazione e di quella di realizzazione dei lavori. E di questo dobbiamo ringraziare anche la direttrice della scuola, che si è da subito mostrata disponibile». A Pozzale il coccodrillo è una istituzione. Oltre alla fontana, infatti, esiste anche un bar che porta il suo nome. Ma come può un animale così esotico e lontano dall'immaginario entrare nella tradizione di un piccolo paese dell'entroterra toscano? La storia nacque negli anni '50. Tutti gli abitanti si incontravano all'incrocio delle quattro strade che tagliano la frazione, a due passi dalla piazza (che non a caso è stata chiamata "delle Chiacchiere") e dalla casa del popolo. E proprio lì venne ideata la burla giocata da alcuni cacciatori particolarmente spiritosi. Di ritorno da una battuta, infatti, raccontarono di aver avvistato un coccodrillo sulle sponde del torrente Orme. Pare che la voce, da singola battuta, sia cominciata a girare, infarcendosi via via di nuovi particolari. Che, insomma, l'alligatore fosse stato visto a prendere il sole sugli argini dello stesso torrente o che avesse mangiato galline e conigli ad alcuni contadini della zona. Fatto sta che si formò un gruppo di altri cacciatori, decisi a catturare il rettile. Fucili in spalla, durante la notte risalirono l'Orme. Ma del coccodrillo nessuna traccia. Semmai sulla via del ritorno trovarono ad attenderli gli ideatori della burla, pronti a deridere quei compaesani troppo creduloni. «Ovviamente si tratta di uno scherzo, come spesso ne venivano fatti - continua Boldrini - ma questo è entrato nell'immaginario di tutti e i pozzalesi se lo sentono proprio. Così ci è sembrato giusto ridare lustro ad un pezzo di storia del paese. Con gli anni, infatti, il monumento era caduto vittima dell'usura del tempo e di alcuni atti di vandalismo. Un nostro socio, ceramista di professione, ha aiutato i bambini a realizzare le tessere del coccodrillo in terracotta che mancavano. Le hanno cotte e colorate. E altri volontari hanno lavorato al ripristino. Inoltre, abbiamo ripulito la fontana e i tecnici del Comune hanno sbloccato l'acqua, che tornerà a scorrere dal monumento». Legata alla leggenda del coccodrillo di Pozzale c'è anche quella del "Riccimballa" di Brusciana. Secondo le cronache, infatti, proprio gli abitanti di quest'ultima frazione empolese erano soliti deridere i loro vicini per aver creduto davvero che un coccodrillo abitasse nel torrente Orme. Così i pozzalesi decisero di vendicarsi, mettendo in giro la voce che nelle notti di luna piena i ricci scendessero sui sentieri e al comando "Riccimballa" saltassero direttamente dentro la balla tenuta a spalla. Leggenda vuole che molti abitanti di Brusciana, incuriositi dalla cosa, si siano recati nei campi per catturare i ricci con quel metodo. Ad attenderli i vicini di Pozzale, nascosti dietro i cespugli.
L'amministrazione lo scorso anno ha dato il via libera e all'inizio del 2017 sono partiti i lavori, che sono in via di ultimazione in questi giorni. E il prossimo 19 aprile ci sarà l'inaugurazione ufficiale con una cerimonia che andrà avanti dal pomeriggio fino alla sera. «La piazza è un punto centrale di Pozzale - spiega Giancarlo Boldrini, presidente de La Costruenza che tra le altre cose organizza la sagra del carciofo - e la fontana da quasi quindici anni ne è forse il simbolo più importante. Perché non è un semplice arredo urbano, ma un'opera che pesca nella nostra storia. Siamo contenti che siano stati proprio i bambini della scuola elementare, insieme ai nostri volontari, ad essere protagonisti della fase di progettazione e di quella di realizzazione dei lavori. E di questo dobbiamo ringraziare anche la direttrice della scuola, che si è da subito mostrata disponibile». A Pozzale il coccodrillo è una istituzione. Oltre alla fontana, infatti, esiste anche un bar che porta il suo nome. Ma come può un animale così esotico e lontano dall'immaginario entrare nella tradizione di un piccolo paese dell'entroterra toscano? La storia nacque negli anni '50. Tutti gli abitanti si incontravano all'incrocio delle quattro strade che tagliano la frazione, a due passi dalla piazza (che non a caso è stata chiamata "delle Chiacchiere") e dalla casa del popolo. E proprio lì venne ideata la burla giocata da alcuni cacciatori particolarmente spiritosi. Di ritorno da una battuta, infatti, raccontarono di aver avvistato un coccodrillo sulle sponde del torrente Orme. Pare che la voce, da singola battuta, sia cominciata a girare, infarcendosi via via di nuovi particolari. Che, insomma, l'alligatore fosse stato visto a prendere il sole sugli argini dello stesso torrente o che avesse mangiato galline e conigli ad alcuni contadini della zona. Fatto sta che si formò un gruppo di altri cacciatori, decisi a catturare il rettile. Fucili in spalla, durante la notte risalirono l'Orme. Ma del coccodrillo nessuna traccia. Semmai sulla via del ritorno trovarono ad attenderli gli ideatori della burla, pronti a deridere quei compaesani troppo creduloni. «Ovviamente si tratta di uno scherzo, come spesso ne venivano fatti - continua Boldrini - ma questo è entrato nell'immaginario di tutti e i pozzalesi se lo sentono proprio. Così ci è sembrato giusto ridare lustro ad un pezzo di storia del paese. Con gli anni, infatti, il monumento era caduto vittima dell'usura del tempo e di alcuni atti di vandalismo. Un nostro socio, ceramista di professione, ha aiutato i bambini a realizzare le tessere del coccodrillo in terracotta che mancavano. Le hanno cotte e colorate. E altri volontari hanno lavorato al ripristino. Inoltre, abbiamo ripulito la fontana e i tecnici del Comune hanno sbloccato l'acqua, che tornerà a scorrere dal monumento». Legata alla leggenda del coccodrillo di Pozzale c'è anche quella del "Riccimballa" di Brusciana. Secondo le cronache, infatti, proprio gli abitanti di quest'ultima frazione empolese erano soliti deridere i loro vicini per aver creduto davvero che un coccodrillo abitasse nel torrente Orme. Così i pozzalesi decisero di vendicarsi, mettendo in giro la voce che nelle notti di luna piena i ricci scendessero sui sentieri e al comando "Riccimballa" saltassero direttamente dentro la balla tenuta a spalla. Leggenda vuole che molti abitanti di Brusciana, incuriositi dalla cosa, si siano recati nei campi per catturare i ricci con quel metodo. Ad attenderli i vicini di Pozzale, nascosti dietro i cespugli.
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