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«Mi hanno rapinato». Ma è una bugia 

«Mi hanno rapinato». Ma è una bugia 

Si è inventato tutto per nascondere un ammanco di mille euro sul conto: scoperto e denunciato

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FUCECCHIO. «Mi hanno rapinato», aveva raccontato disperato. Prima ai familiari e poi ai carabinieri. «Ho prelevato 1.000 euro al bancomat, ho fatto pochi passi e un uomo in bici mi ha scaraventato a terra, portandomi via la busta con i soldi». Un racconto che aveva fatto crescere ulteriormente l’allarme in una comunità, quella di Fucecchio, già nel mirino dei ladri da mesi. Ma stavolta l’episodio non c’è proprio stato: l’uomo, un cinquantanovenne, si è inventato tutto per nascondere ai suoi cari un ammanco di un migliaio di euro dal conto corrente. Quei soldi in realtà li ha spesi in altro modo. Ed è stato denunciato per simulazione di reato: ora rischia una condanna da 1 a 3 anni di reclusione.
Tutto inizia la mattina del 30 marzo scorso. L’uomo si presenta ai carabinieri della stazione di piazza Montanelli. E racconta di aver subito un furto con strappo, subito dopo aver prelevato 1.000 euro al bancomat della Bnl in Largo Trieste: «Erano i soldi dello stipendio - spiega ai militari - è successo tutto in pochi secondi: li avevo messi in una busta, stavo per metterli nella borsa quando un uomo in bicicletta mi ha strattonato e sono caduto. Qualcuno ha anche provato a inseguirlo, ma lui è sparito nel nulla».
E a quel punto scattano le indagini. Il cinquantanovenne non ha conservato la ricevuta dell’operazione effettuata, ma questo ci può stare. Allora i carabinieri guardano le immagini riprese da una telecamera che sorveglia un’area molto vicina a quella indicata dall’uomo: ebbene, all’ora da lui indicata, intorno alle 9.30 di mattina, non passa praticamente nessuno, tantomeno un ciclista. E qui - nella testa degli inquirenti - spuntano i primi sospetti. Che ben presto si fanno largo e trovano conferma nei fatti.
Il passo successivo dei carabinieri è la verifica direttamente in banca, dove emerge che l’uomo non ha effettuato alcun prelievo nel giorno della presunta rapina, e l’ultimo risaliva ad alcuni giorni prima.
A quel punto scatta una nuova convocazione del cinquantanovenne nella stazione di piazza Montanelli, dove - messo alle strette e di fronte a una serie di elementi che rendono decisamente poco credibile la sua ricostruzione - il denunciante diventa... denunciato.
Perché confessa di aver raccontato una bugia, di essersi inventato tutto per coprire l’ammanco dal suo conto della cifra (1.000 euro) che sosteneva gli fosse stata rubata dall’immaginario aggressore e che invece aveva speso diversamente. Ora rischia una condanna pesante, senza considerare che il tempo dedicato alla risoluzione di questo “complicato” caso è stato sottratto ai servizi di prevenzione sul territorio per evitare che i ladri, quelli veri, entrino in azione.
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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