Il Tirreno

Empoli

difesa dei diritti

Operaio pedinato, azienda di Empoli in tribunale

di Marco Pagli
La Coin Service di Empoli
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La Coin Service di Empoli

Lo avevano sospeso, ora il provvedimento è stato annullato. Il lavoratore aveva chiesto un permesso sindacale per un’iniziativa. La Coin Service: "Ha partecipato soltanto la mattina"

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EMPOLI. Finisce in tribunale per comportamento antisindacale la Coin Service, azienda specializzata nel conteggio, confezionamento, deposito, giacenza e trasporto di monete con sede nella zona industriale del Terrafino, il giudice ha annullato un provvedimento di sospensione che era stato preso nei confronti di un dipendente. Il lavoratore, che aveva chiesto un permesso sindacale, era stato «pedinato da un investigatore privato» e successivamente sanzionato per un utilizzo non adeguato del permesso.

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A portare la vicenda in tribunale è stata la Filcams Cgil, insieme all'ufficio vertenze, che ha citato l'azienda empolese rappresentata dall'amministratore delegato Elisabetta Lunardi per violazione dei diritti sindacali e ha vinto la causa.

L'accaduto risale all'inizio di febbraio scorso. Il dipendente aveva chiesto un permesso sindacale per prendere parte ad una iniziativa organizzata dalla Cgil di zona. Secondo quanto lo stesso sindacato riporta, sarebbe stato seguito da un investigatore privato che avrebbe scattato anche delle fotografie. A quel punto l'azienda ha deciso di prendere un provvedimento nei confronti del lavoratore sostenendo che la partecipazione all'evento non rientrava nelle fattispecie coperte dal permesso. E gli ha notificato una sospensione disciplinare di due giorni dal lavoro. La Cgil è immediatamente intervenuta rivolgendosi al tribunale e di fatto congelando il provvedimento. La sentenza del giudice è arrivata ieri e ha "scagionato" il dipendente della Coin Service.
«Quanto accaduto è molto grave - attacca Massimiliano Fabozzi della Filcams Cgil Empolese Valdelsa - è la prima molta che avviene una cosa del genere nel nostro territorio e siamo preoccupati per il clima ai limiti dell'intimidazione che si sta creando nelle relazioni industriali di questa area. Per questo abbiamo subito deciso, di concerto con l'ufficio vertenze della Camera del lavoro di Firenze, di ricorrere alla magistratura una volta appresa la vicenda. Il comportamento adottato dall'azienda con sede nella zona di Terrafino è lesivo di un diritto riconosciuto dallo Statuto dei lavoratori e dalla stessa Costituzione. Per un rappresentante sindacale fruire dei permessi è un diritto e su questo non accettiamo provocazioni da nessuno».

Il giudice ha sancito, infatti, che il permesso era stato dato e fruito con correttezza e ha annullato la sospensione. «Ovviamente la partecipazione ad un'iniziativa tenuta da un'organizzazione sindacale - prosegue Fabozzi - rientra a pieno titolo nelle possibilità che la legge stabilisce nell'ambito di questo tipo di permessi. E quindi la contestazione dell'azienda non poteva essere fondata. Quello che ci sembra più grave, però, è il modo con il quale siamo arrivati al provvedimento di sospensione. Far pedinare un dipendente da un investigatore privato è un atto che ricorda la caccia alle streghe, un atteggiamento invasivo nei confronti di un lavoratore che esercita anche funzioni di delegato. Ed è anche su questa base che il tribunale ci ha dato ragione bollando come antisindacale la condotta dell'azienda. È una vittoria della libertà e della dignità del lavoro».

LA REPLICA DELL'AZIENDA

Coin Service prende posizione sulla sentenza che ha di fatto annullato il provvedimento nei confronti di un proprio dipendente rappresentante sindacale, sul quale aveva effettuato un controllo in seguito alla richiesta di un
permesso. Secondo l'azienda, che contesta il pronunciamento del tribunale, il lavoratore avrebbe partecipato all'attività sindacale solo la mattina. Mentre nel pomeriggio sarebbe rimasto a casa. «Era la prima volta che procedevamo ad un controllo su un permesso – spiegano da Coin Service – e abbiamo accertato che il lavoratore è entrato nella sede del sindacato a Empoli alle 9 di mattina ed è uscito alle 12, quando l'iniziativa a cui doveva prendere parte era a Firenze. In ogni caso, se anche avesse partecipato, lo avrebbe fatto per un'ora e mezzo. Inoltre, le verifiche hanno dimostrato che lo stesso lavoratore nel pomeriggio è rimasto a casa ed è stato visto mentre portava in giro il cane. Ci è sembrato un comportamento non rispondente alle norme perché il permesso era stato utilizzato per fini personali e abbiamo deciso di adottare un provvedimento di sospensione». Diverso, però, il parere del giudice che ha accolto l'istanza promossa dalla Filcams Cgil. Secondo gli stessi sindacalisti, infatti, il lavoratore aveva partecipato all'evento organizzato la  mattina e nel pomeriggio era
comunque a disposizione per l'attività sindacale. «Rimaniamo sorpresi e valuteremo se impugnare la sentenza - spiegano dall’azienda - e ricorrere in appello». 
 

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