Il Tirreno

Empoli

Commercio di botulino falso indagate dodici persone 

di Matteo Leoni
Commercio di botulino falso indagate dodici persone 

Tra loro anche un commerciante di farmaci che abita a Vinci. Oltre alle fiale tarocche,  i Nas stanno facendo controlli anche su un’importazione illegale di questi prodotti dalla Grecia

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VINCI. Botulino importato illegalmente dall'estero senza le necessarie autorizzazioni sanitarie, o addirittura falsificato e distribuito come autentico a medici ignari di tutto, e quindi poi iniettato ai pazienti, vittime inconsapevoli. La scoperta è dei carabinieri del Nas di Firenze, coordinati dalla procura del capoluogo toscano. Dodici le persone indagate per associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione di medicinali a base di tossina botulinica di tipo A, principio usato in medicina estetica. Tra i personaggi più attivi del presunto gruppo criminale un commerciante di farmaci di Vinci. L'imprenditore sarebbe in contatto con una farmacia in Grecia, da cui sembrano provenire farmaci al botulino che sarebbero stati destinati alla Turchia. Gli indagati, imprenditori di varie regioni d'Italia, commercializzavano a numerosi medici, non solo in Toscana, confezioni che risultano prive dell'autorizzazione sanitaria necessaria per la vendita in Italia. Le perquisizioni dei Nas, effettuate nelle scorse settimane, hanno interessato anche la Campania e in particolare Napoli. La città era il centro di produzione del botulino falso. Qui, secondo quanto scoperto dagli investigatori del Nas, venivano prodotte le fiale di botulino contraffatto. Le confezioni venivano poi erano smerciate a medici ignari, che le somministravano ai pazienti. L'inchiesta è nata proprio perché uno di questi, constatato l'effetto nullo del botulino su una paziente, se ne era lamentato con la ditta commerciale ufficialmente autorizzata in Italia dalla casa inglese. La filiale italiana ha quindi fatto denuncia. Nelle indagini, ancora in corso, campioni sequestrati a Napoli sono stati mandati dal Nas all'Istituto superiore di Sanità per le analisi. Già in un primo reperto esaminato, secondo quanto emerge alla procura di Firenze, è stata accertata la totale assenza di 'tossina botulinica'. L'Istituto superiore di sanità sta proseguendo le sue verifiche, sia sui campioni contraffatti sia su quelli regolari per valutare composizione, natura, principio attivo e, soprattutto, se si tratta di sostanze pericolose per la salute. Ancora infatti, i risultati ottenuti non permettono di escludere completamente la nocività per l'uomo delle sostanze contenute nel botulino contraffatto. Sia i medici, sia la casa produttrice inglese, unica autorizzata alla produzione della tossina botulinica, risultano ignari di queste presunte irregolarità e gli accertamenti proseguono. Gli investigatori stanno esaminando i documenti sequestrati nelle perquisizioni. Tra i sequestri, anche 34.000 euro in contanti prelevati a un indagato di Napoli.

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