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Paura e follia a Empoli: si barrica in casa con mitragliatori e pistola ad aria compressa - Video
Il giorno prima aveva rubato un’ambulanza: minaccia agenti e sanitari, bloccato dopo quasi tre ore
EMPOLI. Quando ha visto arrivare sanitari e forze dell’ordine, si è barricato in camera da letto, con due mitragliatori ed una pistola ad aria compressa. È scattata la task-force, con una decina di agenti impegnati, oltre all’automedica e all’ambulanza. Ed è partita una trattativa estenuante. Poi, finalmente, dopo due ore e mezzo di caos, il trentenne con problemi psichici — in forte stato di agitazione — è stato bloccato e trasportato al pronto soccorso. Si tratta dell’uomo che lunedì mattina era stato protagonista di una clamorosa fuga in ambulanza: alle 4.30 del mattino un equipaggio della Misericordia era arrivato a casa sua, su richiesta della madre, allarmata dall’ennesima crisi del figlio, che stava dando in escandescenze. E lui, dopo aver minacciato autista, soccorritori e infermiere, era salito a bordo del mezzo e se ne era andato verso Roma perché «doveva denunciare un traffico di sostanze stupefacenti».
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Per fortuna, grazie a un iPhone rimasto sull’ambulanza, la polizia stradale era riuscito a bloccarlo sulla A1, all’altezza di Chiusi (un paio d’ore più tardi). Dopo la denuncia per furto, era tornato a casa, in viale Petrarca a Empoli. Dove ieri ha tenuto sotto scacco mezzo quartiere. Intorno alle ore 19 i sanitari (l’automedica di stanza al San Giuseppe e un’ambulanza della Pubblica Assistenza, supportata da un equipaggio dei servizi sociali della stessa associazione) si sono presentati a casa sua per eseguire un accertamento sanitario obbligatorio, previsto per quei pazienti con problemi psichici critici che non accettano di sottoporsi volontariamente a una visita medica e che può sfociare — a seconda dell’esito anche in un trattamento sanitario. Come è accaduto, appunto, nel tardo pomeriggio di martedì 4 aprile.
Il trentenne non ha gradito la visita: «Mandali via o li ammazzo tutti» ha detto alla madre. E si è rinchiuso in camera con le armi comunemente utilizzate anche dagli appassionati di softair, la guerra simulata. Nel frattempo sono intervenuti anche due pattuglie della polizia municipale, una dei carabinieri e una volante del commissariato. Ma il paziente proprio non voleva saperne di uscire e consegnare le armi. Tutte le operazioni — con gli agenti muniti di giubbotti antiproiettile — sono state seguite con il fiato sospeso da decine di persone che abitano nella zona.
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Intorno alle 20.30, un poliziotto ha iniziato la trattativa vera e propria. Un’opera di convincimento estenuante ma efficace, nel corso del quale l’agente — parlando anche lo stesso dialetto — è riuscito a far calmare l’uomo, che alla fine ha accettato le cure. A patto però che il personale sanitario inserisse i medicinali nella siringa davanti ai suoi occhi, perché altrimenti non si fidava. Ed è stato accontentato. Una volta effettuata l’iniezione, è stato trasportato al pronto soccorso, mentre le armi sono state sequestrate.
Alcuni anni fa, a Caserta, aveva rubato un bus andandosi a schiantare contro il muro di una chiesa, dopo avere speronato altre auto e divelto la segnaletica.
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