Sicurezza
L’identità delle vittime svelata da dna e cellulare
Rogo nel casolare, i corpi ancora in cella frigo. Si tratterebbe di 2 clochard romeni Decisivi i rilievi su alcuni abiti e i dati di un telefono ancora funzionante
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EMPOLI. Sarebbero due clochard romeni gli uomini deceduti proprio un mese fa nel rogo del casolare abbandonato di via Livornese, a Empoli. Per avere la certezza assoluta però occorrerà attendere ancora almeno una ventina di giorni. Il tempo necessario a completare gli esami del dna.
I due, quarantenni, avevano occupato abusivamente da diverso tempo l’edificio abbandonato. In base a quanto accertato dagli investigatori, l’incendio, divampato nella notte tra il 3 e il 4 marzo scorsi, rimase circoscritto a una stanza, quella che i due clochard, quarantenni, avevano adibito a cucina e a rifugio per la notte. A scatenarlo, stando ai rilievi effettuati dai vigili del fuoco, furono probabilmente cause accidentali. Nella struttura, senza acqua e senza luce, i due clochard si scaldavano con mezzi di fortuna. Le fiamme potrebbero essere partite da un braciere usato per affrontare le rigide temperature notturne, o da alcune candele usate per illuminare la stanza. Poi si sarebbero propagate ai pochi arredi presenti.
Non tutto però nella stanza è andato in fiamme. È proprio questa circostanza che potrebbe consentire di fare definitivamente luce sull’identità dei due corpi, trovati completamente carbonizzati. Il dna estrapolato dai cadaveri sarà infatti comparato con quello estrapolato dai campioni recuperati dall’esame di alcuni oggetti appartenuti ai due clochard, repertati dai carabinieri nel corso del sopralluogo dopo l’incendio. In particolare, i militari hanno trovato e analizzato alcuni abiti e il cellulare appartenuto a uno dei due romeni, ancora funzionante. I tamponi eseguiti su abiti e telefono avrebbero permesso di estrapolare materiale utile a una comparazione, che probabilmente permetterà di dare una volta per tutte un nome alle due povere vittime morte nel rogo del casolare, a pochi passi dal centro commerciale Coop di Santa Maria. Intanto, almeno fino all’arrivo dei risultati degli esami, le salme resteranno in una cella frigorifera dell’istituto di medicina legale dell’ospedale di Careggi, a Firenze, in attesa di una degna sepoltura, con il Comune di Empoli che ha già annunciato che pagherà le spese del funerale.
Matteo Leoni
I due, quarantenni, avevano occupato abusivamente da diverso tempo l’edificio abbandonato. In base a quanto accertato dagli investigatori, l’incendio, divampato nella notte tra il 3 e il 4 marzo scorsi, rimase circoscritto a una stanza, quella che i due clochard, quarantenni, avevano adibito a cucina e a rifugio per la notte. A scatenarlo, stando ai rilievi effettuati dai vigili del fuoco, furono probabilmente cause accidentali. Nella struttura, senza acqua e senza luce, i due clochard si scaldavano con mezzi di fortuna. Le fiamme potrebbero essere partite da un braciere usato per affrontare le rigide temperature notturne, o da alcune candele usate per illuminare la stanza. Poi si sarebbero propagate ai pochi arredi presenti.
Non tutto però nella stanza è andato in fiamme. È proprio questa circostanza che potrebbe consentire di fare definitivamente luce sull’identità dei due corpi, trovati completamente carbonizzati. Il dna estrapolato dai cadaveri sarà infatti comparato con quello estrapolato dai campioni recuperati dall’esame di alcuni oggetti appartenuti ai due clochard, repertati dai carabinieri nel corso del sopralluogo dopo l’incendio. In particolare, i militari hanno trovato e analizzato alcuni abiti e il cellulare appartenuto a uno dei due romeni, ancora funzionante. I tamponi eseguiti su abiti e telefono avrebbero permesso di estrapolare materiale utile a una comparazione, che probabilmente permetterà di dare una volta per tutte un nome alle due povere vittime morte nel rogo del casolare, a pochi passi dal centro commerciale Coop di Santa Maria. Intanto, almeno fino all’arrivo dei risultati degli esami, le salme resteranno in una cella frigorifera dell’istituto di medicina legale dell’ospedale di Careggi, a Firenze, in attesa di una degna sepoltura, con il Comune di Empoli che ha già annunciato che pagherà le spese del funerale.
Matteo Leoni
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