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salute

Amianto, controlli gratuiti per cinquecento lavoratori

di Marco Pagli
L’ingresso dell’Asl di via dei Cappuccini e un cartello per la presenza di amianto
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L’ingresso dell’Asl di via dei Cappuccini e un cartello per la presenza di amianto

In partenza un programma di sorveglianza sanitaria della Regione per prevenire il rischio di tumori. Ecco dove rivolgersi a Empoli e in Valdelsa per fare le visite. La Cgil: "Risultato importante per chi è stato esposto"

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EMPOLI. La Regione ha attivato un programma di sorveglianza sanitaria rivolto a lavoratori che sono stati esposti all'amianto durante la loro vita professionale. Nell'Empolese Valdelsa il numero di persone potenzialmente interessate dal programma sfiora le 500 unità. Principalmente ex lavoratori del comparto vetraio (oltre ad alcuni impiegati nella lavorazione della ceramica in stabilimenti industriali della zona) che fino al 1992, anno in cui venne messo al bando l'amianto, subirono un'esposizione rilevante a questo agente cancerogeno.

La sorveglianza sanitaria consiste in una serie di prestazioni, che saranno erogate gratuitamente in regime di esenzione totale, che hanno l'obiettivo della prevenzione sul rischio di tumore (in particolare di mesotelioma), ma anche su patologie respiratorie benigne, molto diffuse e con notevoli prospettive di riduzione dell'impatto secondo gli studi in materia. Il programma regionale è uno dei pochi presenti su tutto il territorio nazionale ed è realizzato sulla base di specifici piani operativi elaborati dalle aziende sanitarie, che puntano ad offrire omogeneità e appropriatezza delle prestazioni: dagli ambulatori di medicina del lavoro ai reparti di radiologia, da quelli di pneumologia a quelli di oncologia. Oltre all'assessorato alla salute, guidato da Stefania Saccardi, nel percorso sono stati coinvolti il direttore di epidemiologia dell'ambiente e el lavoro e responsabile del Centro operativo toscano dei tumori professionali Elisabetta Chellini, gli esperti delle diverse aziende sanitarie e i rappresentanti delle organizzazioni sanitarie e dell'Associazione mutilati e invalidi del lavoro. I soggetti potenzialmente interessati dal programma riceveranno una lettera dagli ambulatori di prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro dall'Asl Toscana Centro.

Gli inviti arriveranno nei prossimi mesi. Nel caso in cui non si riceva la lettera è possibile accedere spontaneamente al programma, svolgendo una visita preliminare da concordare con l'ambulatorio dedicato. Per quanto riguarda l'Empolese Valdelsa l'ambulatorio è stato predisposto nella sede di via dei Cappuccini e sarà aperto il venerdì dalle 8,30 alle 12,30. La responsabile è la dottoressa Tonina Enza Iaia e il numero di telefono è 0571-704897. La sorveglianza prevede una iniziale valutazione della pregressa esposizione ad amianto e quindi un'attestazione che consentirà di usufruire delle prestazioni gratuite. Saranno inclusi nel programma i lavoratori (in attività o in pensione) di età compresa tra i 30 e i 79 anni, con un'esposizione ad amianto certificata, che abbiano cessato l'esposizione a rischio da meno di 30 anni. La Regione ha stanziato oltre un milione di euro fino al 2018. Le risorse per le visite di primo e secondo livello sono state destinate alle varie aziende in maniera differenziata, in rapporto alla distribuzione dei potenziali esposti e all'incidenza dei casi di mesotelioma maligno. All'Asl Toscana Centro sono stati assegnati poco meno di 280mila euro. La stima della Regione è che attualmente i lavoratori toscani che potrebbero beneficiare della sorveglianza siano 5.600. Mentre i casi di mesotelioma registrati sul territorio regionale dal 1988 al 2017 sono 1.864. Di questi 335 riguardano la provincia di Firenze (si tratta di quasi il 20% dei casi totali), seconda solo a quella di Livorno.

 «Il programma di sorveglianza sanitaria per i lavoratori che sono stati esposti all'amianto è un risultato importante, raggiunto anche grazie alle pressioni che negli anni sono arrivate dalle organizzazioni sindacali». Ad esprimere soddisfazione per il piano di prestazioni gratuite è Rossano Rossi, nella segreteria della Camera del lavoro provinciale e protagonista insieme a Paolo Grasso della battaglia dei vetrai.
L'Empolese Valdelsa, d'altronde, è una delle aree regionali dove l'esposizione all'amianto è più diffusa. E interessa diverse centinaia di persone. «La nostra è una zona dove c'erano tantissime vetrerie - prosegue Rossi - nella quali veniva impiegato in maniera massiccia l'amianto. Le centinaia di vetrai che ci hanno lavorato, oltre ai lavoratori di alcune aziende della ceramica, sono tutti potenzialmente interessati al programma». Emblematica, a questo proposito, è la vicenda dei 400 vetrai che negli anni scorsi hanno richiesto la maggiorazione contributiva proprio legata all'esposizione all'agente cancerogeno messo al bando nel 1992. Anche se non a tutti è stata riconosciuta la maggiorazione: ad 80 di questi sono state prima accordate e poi ritirate delle agevolazioni economiche e previdenziali. «Nel complesso si tratta di un ottimo provvedimento - conclude - che garantisce cure dedicate gratuite. Tuttavia, se la Regione riconosce il danno provocato a questi lavoratori, non si capisce perché lo Stato abbia fatto di tutto per escluderli dalla maggiorazione contributiva rivalendosi su 80 di loro per riavere indietro i soldi ». 

 

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