Il Tirreno

Empoli

storia e lieto fine

Barchino si rovescia, veterinario di Cerreto salva due amici

Pietro Barghigiani
Michele Pacini
◗
Michele Pacini

L’eroe ha lo studio a Fucecchio, si è buttato d’istinto: «Non sarei stato in pace con me stesso se non avessi provato»

3 MINUTI DI LETTURA





CERRETO GUIDI. Di sicuro l’istinto è servito. Utile per buttarsi in acqua e metterci il cuore per raggiungere l’obiettivo. Ma senza quel passato da bagnino la buona volontà si sarebbe spenta dopo qualche bracciata. Sabato sera gli ingredienti per una storia a lieto fine non sono mancati e il risultato è stato un duplice salvataggio in mare con il ruolo dell’uomo della Provvidenza affidato dal destino a Michele Pacini, 43 anni, veterinario. Ora vive a Cerreto Guidi e il suo studio è a Fucecchio. In occasione di una gara a Marina di Castagneto Carducci, il veterinario si è trovato faccia a faccia con un’emergenza. Di quelle che valgono una vita. Erano circa le 20 e si trovava a riva con i compagni di squadra della Casting Club Blue Marlin quando due amici, poco distanti, si sono calati in acqua a bordo di un barchino.«Li ho visti da lontano – racconta Pacini –. Quella barca, chiamiamola così, sarebbe stata insicura di giorno, figuriamoci di notte».Poco fuori il campo di gara i due volevano pescare. Scelta ardita viste le condizioni e l’equipaggiamento più che scarno. Solo che la barchetta era senza motore, priva di una luce e i due non avevano neanche un giubbotto di salvataggio. Un azzardo che li ha messi in serio pericolo. Quando il barchino si è rovesciato erano ad almeno cento metri dalla riva. Ricorda il veterinario: «Dopo averli visti mettere in acqua la barchetta saranno passati dieci minuti che abbiamo iniziato a sentire delle voci. Non erano nitide, ma concitate, quello sì. All’inizio si è pensato che si lamentassero perché lanciavamo le lenze con i piombi. Magari temevano di essere colpiti e ci avvertivano che erano nel raggio della pesca. Passato qualche minuto abbiamo capito che le ragioni delle urla erano altre. Il primo pensiero è stato quello di spogliarmi e tuffarmi, così alla cieca, guidato solo dalle voci perché era davvero buio».

Bracciata dopo bracciata è arrivato sull’obiettivo a circa cento metri dalla battigia.«Il primo che ho visto era a un’ottantina di metri dalla riva – riprende il veterinario -. Era abbastanza in sé. Dopo averlo preso l’ho posizionato a dorso trascinandolo per una trentina di metri. Quando siamo arrivati al punto in cui si toccava l’ho lasciato per occuparmi dell’altro».

Pacini ha ripreso a nuotare verso il barchino. Più o meno aveva capito come orientarsi al chiaro di luna.«Il secondo era messo male – prosegue –. Era in stato confusionale e perdipiù non sapeva nuotare. È stato molto più impegnativo dell’altro. Nel frattempo era stato dato l’allarme e sul posto c’erano ambulanze e capitaneria di porto». Pacche sulle spalle e abbracci spontanei per “Pacio” da parte degli amici della pesca. Un lieto fine che il veterinario chiosa con l’umiltà degli eroi per caso: «Sinceramente lì per lì mi è sembrata la cosa più ovvia da fare. Non sarei stato in pace con me stesso se non avessi provato a salvarne almeno uno, la fortuna ha voluto che tutti e due l'hanno scampata».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web