Il Tirreno

Empoli

giornata dell’autismo

«Canto e mi sento più vicino agli altri»

Piero oggi sul palco dello Shalom: ma il mio sogno è aprire un negozio

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EMPOLI. Ci sono passioni travolgenti e smodate, altre leggere e fugaci. E poi ci sono passioni che, in breve tempo, semplicemente ti fanno sentire meglio e vedere il mondo con occhi diversi. È il caso di Piero Shehu Kuqo, albanese di origini ma nato a Empoli, affetto da autismo e che grazie al canto riesce a sentire e esprimere totalmente il suo spirito. Senza lacci o schemi, l'amore per il canto ha portato Piero a pubblicare il suo primo album: una raccolta di canzoni scritte da Simone Bigazzi e Alberto Micci. L'amore per il canto è nato dalla sua esigenza di sentirsi “normale” (malgrado la normalità non sia caratteristica di nessun umano) e tutelato dalla società. Una tutela fatta dalle piccole e grandi imprese che ogni ragazzo di 21 anni vuole intraprendere, come dedicarsi alla propria passione, pensare al futuro e investire nella propria professione. E Piero parla di tutto questo attraverso le canzoni. «Ho iniziato a cantare nel 2013 per sentirmi meglio e nel 2014 ho iniziato a imitare il mio idolo, Renato Zero facendomi chiamare Pierino Zerino - racconta il ragazzo - il mio musico-terapista della Casa di Ventignano mi ha fatto scoprire la mia bella voce, e quindi ho deciso di iniziare a cantare. Sono anche musicista, infatti suono il basso a 4 e 5 corde. Cantare mi fa sentire meglio. Andare in scena, scegliere gli abiti per le varie interpretazioni: quando canto mi sento più vicino agli altri». Piero, supportato dalla madre Edlira Shehu e dall'Aias (associazione italiana assistenza spastici) di Empoli, sta riuscendo a mettere in fila le piccole grande conquiste che ogni ragazzo della sua età vorrebbe veder palesare. «Il mio sogno è quello di aprire un negozio tutto mio di bigiotteria e artigianato - spiega - vorrei essere autonomo e indipendente e inoltre vorrei essere difeso dalla società, perché ad oggi mi sento indifeso e incompreso». E oltre a questo si va a sommare l'arduo compito e il bisogno di spiegare al mondo in cosa consiste l'autismo e di raccontare, inoltre, l'innata voglia di abbracciare e dimostrare affetto, che i ragazzi affetti da questa patologia hanno. «Sono sempre alla ricerca di affetto ma la gente pensa che io non sia normale - continua - e anche per questo che il canto la mia valvola di sfogo». Grazie alla sua voce mischiata con la musica, Pietro può dare sfogo al suo mondo, e consentire a chiunque ne abbia voglia, di entrarvi dentro, tenendolo per mano e ascoltando le storie che questo ragazzo ha da raccontare al mondo. Piero in questo periodo sta promuovendo il suo album e oggi, in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza dell'autismo, sarà protagonista dell'evento «Il mio sogno segreto, la normalità» organizzato dall'Aias al Teatro Shalom alle ore 15.30.

Chiara Capezzuoli

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