Il dolore
"Tassa su cani e gatti per pagare i profughi", è polemica. Ma è un pesce d'aprile
La "novità" annunciata con un volantino del Comune di Gambassi Terme, in tanti abboccano. Il sindaco: "i pregiudizi offuscano la capacità di giudizio di alcuni cittadini"
GAMBASSI TERME. Il Comune annuncia l'introduzione di una tassa sugli animali domestici per pagare i profughi. Scatta la polemica sui social, ma ovviamente si tratta di un pesce d'aprile. L'ideatore dello scherzetto è ovviamente ignoto, ma è stato rilanciato con un post su facebook da Alessandro Fossi, titolare di un bar a Gambassi. Che ha pubblicato la foto dell'annuncio - curato nei dettagli - della novità. In alto campeggia il logo del Comune. Poi l'annuncio: "Il consiglio comunale di Gambassi Terme, il giorno mercoledì 15 marzo, ha deliberato una tassa straordinaria "una tantum" sugli animali domestici "cani e gatti" per l'anno 2017, da pagare nel mese di aprile (delibera n° 1415)".
Quindi le tariffe: "Cani 200 euro, gatti 100 euro. Tali somme verranno depositate in apposito ufficio comunale anagrafe. L'intero ricavato verrà messo a disposizione per i profughi di Gambassi Terme, una tantum di 900 euro a profugo. Chi si presenterà sabato 1 aprile dalle ore 8.30 alle 13 presso l'ufficio comunale anagrade, usufruirà del 50% di sconto ad animale, più sacchetti raccogli bisogni offerto da Publiambiente". Firmato "ufficio amministrativo".
C'è chi si accorge dello scherzo, e chi invece si indigna, abboccando al pesce. E allora interviene anche il sindaco Paolo Campinoti, che con un post "tranquillizza" tutti i cittadini: "Un grazie a chi ha fatto pesci d'aprile che sembrano tirare in ballo l'amministrazione, sono sferzanti, politicamente non corretti e divertenti come possono essere gli scherzi. Oltre a questo consentono anche di capire come l'essere prevenuti da parte dei soliti noti possa offuscare la loro capacità di giudizio. Dopotutto i pesci d'aprile costituiscono un interessantissimo esperimento sociale".
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