Il Tirreno

Empoli

Busoni Vanghetti, no alla settimana corta

di Chiara Capezzuoli

Consiglio d’istituto contro il risultato del sondaggio con 2mila voti

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EMPOLI. Il consiglio d'istituto ha sentenziato: resterà spalmato su 6 giorni scolastici l'orario dei ragazzi della Busoni Vanghetti. Il verdetto è arrivato ieri sera e insieme a lui anche le polemiche per non aver tenuto in considerazione il 68 per cento dei genitori che invece avrebbe preferito abolire il sabato come giorno scolastico. Si infiamma la situazione alla scuola media di Empoli Busoni Vanghetti a seguito dell'esito negativo in merito alla scuola su 5 giorni. Nel mese di gennaio il dirigente scolastico della scuola, Grazia Mazzoni, aveva dato il via ad un sondaggio molto partecipato a seguito di un numero sempre più crescente di richieste in favore di una scuola su 5 giorni: si chiedeva infatti ai genitori degli studenti e dei futuri tali (così come ai cittadini interessati dall'argomento) di esprimere un parere in merito all'abolizione del sabato.

L'approvazione del progetto, secondo le famiglie a favore della "riforma" avrebbe portato benefici sia ai figli che alle famiglie stesse, consentendo inoltre un giorno in più per poter fare attività con i genitori e coltivare le proprie passioni. Il sondaggio, che ha visto la partecipazione attiva di 2093 cittadini (di cui ben 1918 di genitori di studenti attualmente iscritti o futuri tali), aveva messo in luce il grande numero di famiglie pronti a cambiare le sorti della scuola: il 61,89 per cento dei voti percepiti, infatti, ha votato sì all'abolizione del sabato scolastico mentre il 38,11 per cento, ha invece preferito esprimere un secco no di fronte alla riorganizzazione dell'orario scolastico.

Il verdetto, dunque, appariva molto chiaro agli occhi dei genitori: con una schiacciate vittoria del sì, i genitori si accingevano a godere della presenza dei figli un giorno in più a partire dall'anno scolastico venuto. Il popolo del sì, quindi, aveva vinto e con molto scarto, se non fosse che il consiglio d'istituto (composto dal dirigente scolastico, 8 genitori, 8 insegnanti e 2 amministrativi) ha nettamente ribaltato il verdetto, annunciando che la scuola, per l'anno scolastico 2017/2018, avrebbe mantenuto invariato il suo orario: dalle 8 alle 13 dal lunedì al sabato. E qui arrivano le polemiche, perché i genitori che avevano votato per l'abolizione del sabato, si sentono adesso presi in giro di fonte alla presa di posizione del Consiglio (11 membri hanno votato in favore dell'attuale assetto e 8 hanno espresso voto in favore della scuola su 5 giorni) che certo non ricalca quanto invece scelto dai genitori. «Rispetto la decisione della maggioranza - ha spiegato la preside Grazia Mazzoni in una nota - tuttavia credo che debba essere considerata con maggior peso l'opinione emersa dall'indagine e che vede la maggioranza dei genitori e delle famiglie a favore di lezioni su 5 giorni. Non possiamo non tenere conto in futuro di queste percentuali. Lavoreremo fin da subito in questo senso». Se da un lato i genitori che si erano fatti portavoce del loro dissenso possono oggi gioire, dall'altro lato le famiglie che invece avrebbero preferito mandare i figli a scuola solo 5 giorni a settimana sono in tumulto. E affiora da lontano l'ipotesi che il prossimo anno la scuola media di Sovigliana riceva un numero molto alto di nuove iscrizione visto che, nella suddetta scuola, il sabato è già stato abolito da tempo.

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